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Venerdì 9 dicembre 2022



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Santi Marta, Maria e Lazzaro di Betania

(Scheda 122/153, composta da 2 sottoschede - Anno 2021)

STORIE 29 luglio - Santi Marta, Maria e Lazzaro

SANTI MARTA, MARIA e LAZZARO di BETANIA
Gli amici del Signore

Da quest’anno, in questo giorno, 29 luglio, si festeggia la memoria dei tre fratelli Marta, Maria e Lazzaro di Betania, come ha disposto papa Francesco.

Ecco che cosa dice in proposito il decreto del Papa: “Nella casa di Betania il Signore Gesù ha sperimentato lo spirito di famiglia e l’amicizia di Marta, Maria e Lazzaro, e per questo il Vangelo di Giovanni afferma che egli li amava. Marta gli offrì generosamente ospitalità, Maria ascoltò docilmente le sue parole e Lazzaro uscì prontamente dal sepolcro per comando di Colui che ha umiliato la morte”.

La casa di Betania. Betania è un villaggio a circa tre chilometri da Gerusalemme. Nella casa di Marta, Maria e Lazzaro Gesù si fermava volentieri durante la predicazione in Giudea. I tre fratelli sono l’esempio dell’ospitalità generosa e accogliente, che ha mille attenzioni per l’amico in visita.

Durante una di queste visite, il Vangelo ci mostra Marta che si dà da fare per accogliere dignitosamente Gesù. Maria invece se ne sta ai suoi piedi ad ascoltare le sue parole. Così Marta, inquieta, gli chiede di intervenire perché Maria le dia una mano. La risposta di Gesù sembra un rimprovero alla massaia agitata: «Marta, Marta, tu t’inquieti e ti affanni per molte cose; una sola è necessaria: Maria invece ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta» (Lc 10, 38-42). Ma questo non è un rimprovero. La lezione impartitale dal Maestro non vuole disapprovare la sua ammirevole solerzia, ma l’eccesso di affanno per le cose materiali a scapito della vita interiore. Tuttavia non le chiede di diventare come Maria. Papa Francesco rileva che i due atteggiamenti non sono contrapposti, anzi “non vanno mai separati, ma vissuti in profonda unità e armonia”, tanto che “in un cristiano, le opere di servizio e di carità non sono mai staccate dalla fonte principale”, ossia “l’ascolto della Parola del Signore, lo stare - come Maria - ai piedi di Gesù”, e così, nel servizio ecclesiale, se “si dà più peso alle cose, alle funzioni, alle strutture e ci si dimentica della centralità di Cristo, non si riserva tempo per il dialogo con Lui nella preghiera, si rischia di servire sé stessi e non Dio presente nel fratello bisognoso”. (Vatican News)

La resurrezione di Lazzaro. Ed ecco di nuovo le due sorelle protagoniste della drammatica vicenda della morte del fratello Lazzaro. Marta, assieme alla sorella Maria, manda a dire a Gesù che Lazzaro è ammalato. Mentre Gesù è in cammino verso Betania, Lazzaro muore. Maria rimane in casa, triste e sconfortata. Marta invece prende l’iniziativa e va incontro a Gesù. Davanti a Lui proclama la sua fede ferma con le parole: «Io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che deve venire nel mondo». (Gv 11, 1-44)

È la professione di fede più bella che si possa fare, ed in essa possiamo dire di riconoscere l’azione dello Spirito Santo. Gesù ha chiesto a Marta un atto di fede nella sua persona. Credere in Lui non significa forse credere in ciò che sembra impossibile all’evidenza umana? Il resto lo fa Lui con la sua grazia.


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Aggiornamento: giovedì 21 ottobre 2021
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