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Sant'Antonio di Padova

(Scheda 111/153, composta da 2 sottoschede - Anno 2021)

STORIE 13 giugno - Sant’Antonio di Padova

SANT’ANTONIO DI PADOVA
Il santo dei miracoli, Dottore della Chiesa

Antonio è uno dei Santi più amati e venerati della Cristianità, Dottore della Chiesa. Patrono dei poveri e degli affamati, è il Santo dei miracoli: a lui ci si rivolge con la certezza di non restare inascoltati.

LA VITA

Ripercorrere una vita così breve ma così intensa in poche righe è pressoché impossibile, perché davvero tanti sono i prodigi compiuti da questo Santo e più ancora gli insegnamenti che ci ha lasciato.
Fernando di Buglione naque a Lisbona il 15 agosto 1195 in una nobile famiglia portoghese. A quindici anni entrò come novizio nel monastero di san Vincenzo a Lisbona e dopo due anni si trasferì a Coimbra dove studiò Teologia e Scienze presso l’Ordine dei Canonici regolari di sant’Agostino. Fu ordinato sacerdote nel 1219, a 24 anni. Era molto versato nelle Sacre Scritture e nella predicazione, e gli si prospettava così una carriera all’interno dell’Ordine agostiniano.

La svolta. Nel 1220 giunsero a Coimbra i corpi di cinque frati francescani martirizzati in Marocco dove si erano recati a predicare per ordine di san Francesco d’Assisi. Fu la spinta interiore che condusse Fernando al francescanesimo e al desiderio di divenire missionario. Ottenuto il permesso dei superiori, entrò nell’Ordine dei Frati Minori, lasciò il suo nome, prese quello di Antonio e partì per il Marocco. Ma una malattia tropicale lo costrinse a rientrare; la nave su cui viaggiava fu investita da una tempesta e naufragò sulle coste della Sicilia, da dove nella primavera 1221 si recò ad Assisi per incontrare Francesco. Di qui fu inviato in Romagna, vicino a Forlì, dove visse in umile servizio ai fratelli, ed ebbe l’incarico di istituire lo studentato di teologia, perché riteneva che anche la predicazione dovesse basarsi su solide basi teologiche. A quel tempo dilagavano in Italia e in Europa vari movimenti ereticali, e Antonio fu inviato a predicare in Francia. Aveva il dono della bilocazione: si narra infatti che lo si sia visto predicare contemporaneamente in due luoghi distanti; e che un’altra volta, mentre predicava, apparve san Francesco che benedì la folla. La sua dialettica era profonda e semplice allo stesso tempo e, nonostante fosse straniero, veniva compreso da tutti. Tutti ricevevano da lui aiuto e molti venivano guariti dalle loro infermità.

A PADOVA

Nel 1227 Ricevette l’incarico di Ministro provinciale delle comunità francescane e soggiornò a Padova, una prima volta tra il 1229 e il 1230; la seconda volta, tra il 1230 e il 1231, quando fu colpito dalla breve malattia che lo portò alla morte. Il conte Tiso, che era stato convertito dalla predicazione del Santo, lo ospitò nell’eremo presso il suo castello a Camposampiero, e proprio in quel periodo Gesù Bambino veniva a visitarlo e dialogava con lui, come ebbe a testimoniare lo stesso Tiso.

Il 13 giugno 1231 venne colto da malore e chiese di essere trasportato a Padova. Giunto all’Arcella, un borgo di Padova, mormorando le parole “Vedo il Signore”, spirò. Aveva 36 anni.

Nel 1946 papa Pio XII lo proclamò Dottore della Chiesa universale col titolo di Doctor evangelicus.

Tanti erano stati i miracoli avvenuti in vita per sua intercessione, che papa Gregorio IX lo proclamò santo il 30 maggio 1232, a soli 11 mesi dalla morte.


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Aggiornamento: giovedì 21 ottobre 2021
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