TUTTOSCIENZE 10 novembre 93


Chi sa rispondere?
LUOGHI: ITALIA
NOTE: 075

In che modo i fiumi modificano i terreni sui quali scorrono? Quali sono gli alberi che vivono più a lungo? Che altezza può raggiungere la pulce saltando? Quando si cominciarono a portare gli occhiali? E chi li aveva inventati?


Chi sa rispondere?
LUOGHI: ITALIA
NOTE: 075

In che modo i fiumi modificano i terreni sui quali scorrono? Quali sono gli alberi che vivono più a lungo? Che altezza può raggiungere la pulce saltando? Quando si cominciarono a portare gli occhiali? E chi li aveva inventati?


Distributore automatico Tazze intelligenti Due percorsi diversi per bevande calde e fredde. Un carosello spinge ogni bicchiere sotto il suo beccuccio
LUOGHI: ITALIA
TABELLE: D.
NOTE: 075

Il distributore automatico, soprannominato «bollitore intelligente», funziona in modi diversi per le bevande calde e quelle fredde. Ogni bevanda calda ha una polvere pre impacchettata sul fondo di ogni bicchiere di plastica. Questi sono impilati in modo che la base dell'uno forma un sigillo a prova d'aria per quello che gli sta sotto. Quando si mettono le monete nell'apposita fessura, queste vengono controllate automaticamente per vedere se sono sufficienti. Se la bevanda selezionata è del tipo caldo, un contenitore mobile, detto «carosello», ruota finché i bicchieri che contengono la polvere giusta si trovano di fronte a un braccio che oscilla e afferra il bicchiere più in basso. Esso viene poi piazzato sotto un beccuccio, che preleva acqua calda da un serbatoio. Le bevande fredde, fanno invece un'altra strada, perché i loro tre ingrediente sono immagazzinati in un frigorifero, in un cilindro di anidride carbonica e in una riserva di concentrato per bevande frizzanti. Quando viene selezionata una bevanda fredda, il «carosello» lascia andare un bicchiere. L'acqua fredda addizionata di anidride carbonica e il ocncentrato raggiungono beccucci diversi e la bevanda si mescola direttamente nel bicchiere. Un braccio a leva nel «carosello» sente quando in una particolare pila è rimasto un solo bicchiere e fa comparire la scritta «esaurito». L'acqua calda è mantenuta a una temperatura costante di circa 85[ grazie a uno scalda acqua elettrico collegato a un termostato: al di sotto dei 70[ ci sarebbero infatti problemi di igiene, al di sopra dei 90[ la plastica dei bicchieri si affloscerebbe. La giusta quantità di acqua per ogni bevanda è regolata da una valvola, che si apre per un tempo prefissato per ogni bevanda. La combinazione di acqua calda e d'elettricità è potenzialmente pericolosa perciò i distributori automatici di bevande sono dotati di particolari dispositivi di sicurezza.


LA PAROLA AI LETTORI Troppi sforzi per il muscolo, ed ecco il crampo
LUOGHI: ITALIA
NOTE: 075

Perché vengono i crampi? I crampi sono causati da sforzi fisici troppo intensi o troppo protratti. Se l' organismo non riesce a fornire ai muscoli abbastanza ossigeno, il loro funzionamento diventa irregolare. L' acido lattico prodotto dal muscolo si accumula e causa i crampi, dolorosi ma poco pericolosi. Durante e dopo lo sforzo fisico, i muscoli si contraggono fortemente e involontariamente e diventano molto duri. In questi casi fanno bene i massaggi e i bagni caldi, perché stimolano la circolazione, facilitando l' arrivo di ossigeno e l' eliminazione delle tossine. Viviana Fidone, IIIB SMS Gobetti, None (TO) I crampi presentano due caratteristiche: contrattura e dolore. Può essere colpito un solo muscolo oppure parecchi elementi contemporaneamente. Esistono anche crampi di origine psicologica, emotiva: se ne lamentano soprattutto le persone ansiose. Sara Prando Vercelli I crampi sopravvengono più frequentemente durante i periodi freddi dell' anno. Il motivo è sempre lo stesso, se non che in quei giorni è più difficile riscaldare i muscoli e quindi renderli più pronti alle risposte nervose involontarie. Chi è soggetto a frequenti crampi muscolari dovuti ad affaticamento dovrebbe seguire una dieta a base di fagioli, riso e banane. Questi alimenti contengono infatti abbondanti quantità di triptofano, un amminoacido ricco di potassio, essenziale quindi all' elasticità muscolare. Fabio Paiola Cuorgnè (TO) Il crampo è anche una malattia professionale. Si conoscono il crampo dello scrivano e quello del pianista, detto cheirospasmo. Aldo Bertolotto, Savona Che differenza c' è tra i granelli di sabbia di una spiaggia e quelli di un deserto? La sabbia del deserto è finissima, il granello estremamente ridotto, di dimensioni tali da poter essere trasportato dal vento. La sabbia della spiaggia è invece trasportata dall' acqua, che è un fluido meno rarefatto e può quindi trasportare granelli più grossi. Inoltre i due tipi di sabbia hanno composizione chimica diversa, perché sono il prodotto dell' erosione di rocce diverse. Luigi Vallino Saluggia (VC) La differenza è abissale. I granelli di sabbia di una spiaggia sono generati dal continuo rimaneggiamento prodotto dal moto ondoso, presentano scarso arrotondamento e superfici grezze. I granelli di sabbia desertica, invece, prodotti dal disfacimento termico delle rocce e trasportati dal vento, presentano forme tendenzialmente arrotondate e superfici finemente levigate. In genere, una stessa popolazione di granellini desertici presenta dimensioni quasi identiche. Con una lente d' ingrandimento e un po' di pazienza si potrà facilmente stabilire se un campione di sabbia proviene da un deserto africano o da una spiaggia di Rimini. Giovanni Bellotti Domodossola (NO) Perché nelle praterie crescono così pochi alberi? Per tre ordini di motivi: per l' opera di disboscamento e sfalciamento periodico dell' uomo, che ha bisogno si creare e mantenere nuove zone da adibire alle culture e al pascolo del bestiame; per l' azione degli erbivori, che impediscono o limitano la crescita di una vegetazione arborea. E per cause naturali, cioè per le particolari condizioni climatiche del luogo, dove le specie erbacee e soprattutto quelle appartenenti alla famiglia delle graminacee prendono il sopravvento su alberi e arbusti, più esigenti in fatto di umidità e calore. Così succede ad esempio, nelle praterie di alta quota che si sviluppano naturalmente sopra il limite del bosco. Raffaella Gastaudo Pecetto (TO) Perché terremoti e vulcani av vengono nelle stesse parti del mondo, e non dappertutto? La crosta terrestre non è tutta unita, ma è suddivisa in diverse parti, chiamate placche, di dimensioni più o meno grandi. Al di sotto della crosta terrestre si trova l' astenosfera, che è costituita da magma. Al suo interno, dato l' alto calore del magma, si formano moti convettivi che provocano lo spostamento delle placche. Sia l' avvicinamento sia l' allontanamento delle placche formano zone di minor resistenza alla pressione del magma, permettendone quindi la salita in superficie. E' l' instabilità della crosta terrestre in corrispondenza delle fratture fra le placche che causa i fenomeni vulcanici e in conseguenza quelli sismici. IIIG, SMS Vochieri Alessandria


Chi sa rispondere?
LUOGHI: ITALIA
NOTE: 075

In che modo i fiumi modificano i terreni sui quali scorrono? Quali sono gli alberi che vivono più a lungo? Che altezza può raggiungere la pulce saltando? Quando si cominciarono a portare gli occhiali? E chi li aveva inventati?


Distributore automatico Tazze intelligenti Due percorsi diversi per bevande calde e fredde. Un carosello spinge ogni bicchiere sotto il suo beccuccio
LUOGHI: ITALIA
TABELLE: D.
NOTE: 075

Il distributore automatico, soprannominato «bollitore intelligente», funziona in modi diversi per le bevande calde e quelle fredde. Ogni bevanda calda ha una polvere pre impacchettata sul fondo di ogni bicchiere di plastica. Questi sono impilati in modo che la base dell'uno forma un sigillo a prova d'aria per quello che gli sta sotto. Quando si mettono le monete nell'apposita fessura, queste vengono controllate automaticamente per vedere se sono sufficienti. Se la bevanda selezionata è del tipo caldo, un contenitore mobile, detto «carosello», ruota finché i bicchieri che contengono la polvere giusta si trovano di fronte a un braccio che oscilla e afferra il bicchiere più in basso. Esso viene poi piazzato sotto un beccuccio, che preleva acqua calda da un serbatoio. Le bevande fredde, fanno invece un'altra strada, perché i loro tre ingrediente sono immagazzinati in un frigorifero, in un cilindro di anidride carbonica e in una riserva di concentrato per bevande frizzanti. Quando viene selezionata una bevanda fredda, il «carosello» lascia andare un bicchiere. L'acqua fredda addizionata di anidride carbonica e il ocncentrato raggiungono beccucci diversi e la bevanda si mescola direttamente nel bicchiere. Un braccio a leva nel «carosello» sente quando in una particolare pila è rimasto un solo bicchiere e fa comparire la scritta «esaurito». L'acqua calda è mantenuta a una temperatura costante di circa 85 grazie a uno scalda acqua elettrico collegato a un termostato: al di sotto dei 70 ci sarebbero infatti problemi di igiene, al di sopra dei 90 la plastica dei bicchieri si affloscerebbe. La giusta quantità di acqua per ogni bevanda è regolata da una valvola, che si apre per un tempo prefissato per ogni bevanda. La combinazione di acqua calda e d'elettricità è potenzialmente pericolosa perciò i distributori automatici di bevande sono dotati di particolari dispositivi di sicurezza.


VACCINO ANTI INFLUENZA Siete favorevoli o contrari? Due scuole di pensiero a confronto
LUOGHI: ITALIA
NOTE: 073

OGNI anno, all' inizio dell' autunno, riprende la campagna del vaccino contro l' influenza, con le raccomandazioni sulla sua utilità soprattutto per le persone anziane. E ogni anno ritorna puntuale il dibattito tra i favorevoli e gli scettici. Sappiamo tutti che la medicina non è una scienza esatta, ma dobbiamo anche sapere che la moderna medicina pone i suoi fondamenti sul metodo scientifico e tale deve essere il parametro a cui noi medici dovremmo riferirci quando proponiamo una terapia. In tema di vaccinazioni, il termine di riferimento è il rapporto tra il rischio della malattia e il beneficio della prevenzione. Riferendoci, ad esempio all' influenza, il rischio di contrarre la malattia nell' età adulta o infantile è reale, ma la sua pericolosità in termini di complicazioni è bassa, per cui il beneficio di un' eventuale prevenzine vaccinale è decisamente limitato. Diverso è il discorso per i soggetti anziani e debilitati, per i quali il rischio di contrarre l' influenza è simile a quello delle altre età, ma la pericolosità delle complicazioni decisamente elevata: in questo caso il beneficio di una prevenzione vaccinale può diventare importante. Nei tempi antichi, il fatto che, periodicamente, in una certa popolazione, molti si ammalassero contemporaneamente, fece pensare a un' «influenza» degli astri. Di qui il suo nome. All' inizio di questo secolo, dopo l' epidemia di «spagnola» del 1918, un' influenza particolarmente grave che provocò più di 20 milioni di morti, venne finalmente identificato l' agente responsabile: un piccolo virus sferico della famiglia degli Orthomixovirus. Per fortuna, da allora, le epidemie che ogni anno, ma con riacutizzazioni circa ogni dieci anni, si ripresentano dappertutto nella stagione invernale, hanno avuto minore gravità. In parte per le migliori condizioni di salute generali e le più potenti armi di difesa che nel frattempo sono state approntate, ma probabilmente anche per una minore virulenza dei ceppi virali responsabili. L' influenza, di solito benigna, può però avere delle complicazioni. La più frequente è l' estendersi dell' infezione virale dalle prime vie aeree ai polmoni, con conseguente polmonite. Altre volte questa è dovuta a batteri che si sovrappongono approfittando delle diminuite difese dell' organismo. In questi casi la febbre, anziché scomparire dopo due o tre giorni, persiste; aumenta la tosse, sempre secca, ma più insistente nella polmonite virale, con catarro purulento in quella batterica. Molto più rare, ma più gravi, sono le complicanze meningo encefalitiche. Alcuni sottotipi di virus influenzali, come fu quello del 1918, possono attaccare il sistema nervoso con conseguenze anche mortali. Le cosiddette «influenze intestinali» con nausea, vomito, diarrea, sono invece dovute a virus di famiglie diverse da quelle dell' influenza classica e si propagano quindi indipendentemente da essa.


Il fronte del «no» Uno scettico di nome Sabin «Ne abbiamo vaccinati tanti, ma è servito a poco»
Autore: PROIETTI LUCIANO

ARGOMENTI: MEDICINA E FISIOLOGIA
LUOGHI: ITALIA
NOTE: 073. Vaccino anti influenza

A un meeting svoltosi negli Usa nel gennaio 1985, il Vaccines and Related Biological Products Advisory Committee del Center for Control of Infectious Diseases di Atlanta presentò alcuni studi che dimostravano il fallimento della vaccinazione nella prevenzione dell' influenza. Sullo stesso argomento si espresse nel dicembre 1985 il professor Sabin, in visita in Italia, nel corso di una lezione magistrale presso l' Ordine dei Medici di Piacenza. Disse Sabin in quell' occasione: «Se consideriamo un periodo di sette anni (dei quali tre senza e quattro con epidemia influenzale), osserviamo che nei tre anni che non hanno registrato epidemie, il 30 per cento della popolazione è stata colpita da sindrome influenzale: nei quattro anni con epidemie, soltanto il 4 per cento in più. I virus dell' influenza, scoperti circa 50 anni fa, sono la causa solamente del 10 per cento delle malattie respiratorie acute negli anni in cui non vi è epidemia e del 15 20 per cento negli anni con epidemia: molti altri virus sono interessati. A proposito della vaccinazione antinfluenzale, così spesso raccomandata dalle autorità sanitarie, devo dire che da più di quarant' anni vacciniamo tanta gente negli Stati Uniti, ma i vaccini non hanno assolutamente funzionato. «Dal 1970 in poi vi è stata, nei Paesi industrializzati, una costante diminuzione del tasso di mortalità per polmonite e altre complicazioni, ma questo non è dovuto a nessun vaccino in particolare, bensì alle leggi che hanno reso possibile ai meno abbienti un certo tipo di assistenza socio sanitaria. Non vedo per il futuro nessuna possibilità di controllo di queste malattie respiratorie con dei vaccini». Sull' innocuità del vaccino o, meglio, sugli effetti indesiderati, la letteratura ci offre numerosi dati che si possono riassumere nelle poche righe che il foglietto illustrativo del vaccino influenzale dedica a questa voce: «In occasione della somministrazione del vaccino antinfluenzale si possono rilevare lievi e brevi reazioni locali (eritema e dolorabilità in sede dell' iniezione) e raramente reazioni sistemiche (febbre, brividi, malessere, cefalea) o manifestazioni allergiche. Molto raramente possono manifestarsi, come per altri vaccini, disturbi neurologici post vaccinali anche gravi». I termini «raramente» e «molto raramente» non sono scientifici in quanto non definiscono la percentuale probabile di incidenza delle complicazioni. Il dottor Seal del National Institute of Allergy and Infectious Diseases ha affermato che qualsiasi vaccino antinfluenzale è in grado di provocare la sindrome di Guillame Barrè. Uno studio finanziato e controllato da una commissione del governo americano sull' innocuità di un vaccino antinfluenzale rilevò, nel 1976, 565 casi di paralisi di Guillame Barrè sicuramente correlati al vaccino, come pure la morte «inspiegata» di 30 soggetti anziani. Sul Medico d' Italia (n. 23, 12 febbraio 1992) il dottor Rossi, cardiologo di Novara, citava l' osservazione personale di 13 soggetti di età compresa tra i 55 e i 75 anni affetti da miocardiopatia dilatativa i quali, in condizioni di stabilità clinica e di compenso cardiaco, effettuarono la vaccinazione antinfluenzale. A distanza di 15 20 giorni, con costante relazione temporale, presentarono scompenso cardiaco grave Tale complicanza si poteva correlare solamente al vaccino in quanto nessun familiare aveva presentato sintomi influenzali e non vi era in atto un' epidemia. Purtroppo tali rilevazioni sono limitate alla serietà professionale e all' attenzione dei singoli medici, mentre sono pressoché assenti gli organismi pubblici che dovrebbero per compito istituzionale sorvegliare sulla nostra salute. Il dibattito parlamentare del novembre ' 92, in occasione della vicenda del vaccino antiparotite, ha messo in evidenza come il sistema di rilevazione italiano non sia in grado di funzionare: la scheda informativa va compilata solo per le vaccinazioni eseguite personalmente dai pediatri (di solito poche) e non sulle vaccinazioni eseguite dagli organi delle Usl. In caso di effetti collaterali o di danni precoci o tardivi da vaccinazioni eseguite nelle Usl, sono i medici di base o i pediatri che vengono chiamati, ma questi non sono obbligati a notificare il fatto, cosicché il medico vaccinatore che dovrebbe raccogliere i dati ne resta all' oscuro. E' quindi scientificamente ed eticamente sconveniente proporre nuovi vaccini se non esiste un sistema di notifica dei probabili effetti collaterali. L' ultimo aspetto da affrontare, ma di non poco conto, è quello dell' informazione che solitamente viene prodotta in modo incompleto dagli organi di stampa o dalle ditte produttrici: quanti anziani sanno che sono controindicazioni assolute alla vaccinazione l' allergia all' uovo o una terapia cortisonica in corso o conclusa da poco? Quanti sanno che tra le «Speciali precauzioni per l' uso» è scritto che «durante la vaccinazione devono essere disponibili farmaci d' emergenza per il trattamento di eventuali reazioni allergiche (adrenalina 1: 1000) » ? O che «una prudenza del tutto particolare si deve osservare nei bambini con tendenza alle convulsioni e in genere nei soggetti allergici all' anamnesi personale e familiare» ? Concludo con la risposta un po' risentita, ma corretta, che il prof. Pagni, presidente della Simg (Società Italiana di Medicina Generale), scrisse nel 1985 al professor Sabin: «Solo uno studio epidemiologico serio, condotto su una vasta popolazione del nostro Paese, consentirà di confermare o di smentire la tesi un po' avventurosa di Sabin». Tale tipo di controllo nel nostro Paese non è mai stato fatto; sarebbe qualificante per le nostre autorità sanitarie «Siamo veloci a tirare il grilletto dell' immunizzazione, ma siamo lenti ad esaminare le conseguenze della nostra azione». (Robert Mendelsohn. Associate Professor of Preventive Medicine and Community Health. University of Illinois). Luciano Proietti


IL FRONTE DEL SI' Vaccinatevi] Non c' è altro da fare
Autore: LEVI MARINA

ARGOMENTI: MEDICINA E FISIOLOGIA
LUOGHI: ITALIA
NOTE: 073. Vaccino anti influenza

NON esistono, al momento attuale, farmaci capaci di distruggere il virus influenzale. Gli antibiotici non sono efficaci e il loro uso è giustificato solo in persone che corrono, perché più deboli o già ammalate, il rischio di complicanze batteriche, oppure in caso di polmonite. Utilizzarli indiscriminatamente può al contrario provocare la comparsa di ceppi di batteri resistenti a quegli antibiotici. Per combattere la febbre sono utili i farmaci antifebbrili, come il paracetamolo o i salicilati. Contro la tosse, espettoranti e sedativi della tosse e umidificazione dell' ambiente La miglior cura è comunque ancora quella dei nostri avi: il riposo a letto. Importante è, soprattutto negli anziani, combattere la disidratazione con abbondanti liquidi e un' alimentazione con cibi leggeri e nutrienti. L' arma più efficace oggi a disposizione contro l' influenza è un' arma preventiva: il vaccino. Efficace sì, ma solo parzialmente. L' iniezione di una dose di vaccino induce infatti, dopo un paio di settimane, una protezione che va dal 60 al 75 per cento. Chi è alla prima vaccinazione, deve fare un' iniezione di richiamo a distanza di un mese. Chi l' ha già fatta in passato, deve ripeterla con il vaccino più attuale all' inizio di ogni inverno. La ragione di questa protezione limitata sta nelle caratteristiche particolari del virus influenzale: piccolo (80 120 millimetri), di forma sferica, con una membrana di lipidi che racchiude al suo interno otto filamenti di Rna (acido ribonucleico) che codificano le caratteristiche di due tipi di protuberanze poste all' esterno. Queste, denominate con le sigle H e N, servono per l' aggancio e la penetrazione del virus nelle cellule dell' organismo che viene infettato. Come tutti i virus, anche quelli dell' infuenza, infatti, non possono replicarsi se non all' interno di una cellula ospite. Veicolati dunque attraverso le goccioline di saliva emesse con il respiro (uno sternuto può generare fino a due milioni di particelle di aerosol, un colpo di tosse novantamila: e bastano dieci particelle virali per provocare infezione] ), penetrano nelle vie aeree superiori e con le loro protuberanze H e N ne infettano le cellule. Al loro interno si moltiplicano, le danneggiano provocando i sintomi influenzali e ne fuoriescono per provocare nuove infezioni. Oltre che dell' uomo, possono essere ospiti anche di numerosi volatili e dei suini, che si suppone siano i serbatoi del virus tra un' epidemia e l' altra. In questi numerosi passaggi avvengono spesso delle mutazioni nei filamenti di Rna, che a loro volta provocano cambiamenti nelle caratteristiche delle protuberanze H e N. H e N sono i cosiddetti «antigeni», cioè quelle parti che causano, quando penetrano in un organismo, oltre che l' infezione anche la produzione di sostanze, chiamate anticorpi, capaci di neutralizzare il virus e indurre dopo qualche giorno la guarigione dalla malattia. Il vaccino sfrutta proprio questa proprietà: inoculando virus uccisi, si provoca la produzione di anticorpi che, al momento del contatto con i virus vivi, saranno capaci di neutralizzarli. Poiché però, come abbiamo visto, le caratteristiche del virus sono assai mutevoli, i vaccini possono spesso essere inefficaci. Ogni anno quindi, appena viene segnalata una nuova epidemia, se ne appronta una nuova versione, che in genere contiene tre diversi virus. Le sigle che li contraddistinguono indicano il ceppo (che può essere A, B o C), il luogo dove è stato individuato, e le caratteristiche antigeniche (H e N). Quest' anno abbiamo: A/Pechino/32/92 (H3N2), B/Panama/45/90 e A/Singapore/6/86 (H1N1), l' unico uguale a quello dell' anno scorso. I vaccini, prodotti con virus inattivati, sono attualmente molto purificati e causano scarse reazioni: raramente lieve febbre dopo 8 12 ore o scarso arrossamento in sede di puntura. Possono essere somministrati anche a soggetti con un deficit immunitario ma sono sconsigliati durante malattie febbrili e in gravidanza. Poiché i virus, per ottenerli, vengono coltivati in uova embrionate di pollo, sono assolutamente controindicati a chi è allergico all' albume d' uovo. Il vaccino viene consigliato e fornito gratuitamente in Italia da parte del Servizio sanitario nazionale a tutti quelli per i quali l' influenza può essere un rischio: ammalati cronici di patologie polmonari, cardiache o comunque debilitanti, anziani sopra i 65 anni, soprattutto quelli che vivono in comunità, e le persone che devono assisterli. Marina Levi


MOBILI ANTICHI La verità in un chiodo Come la tecnologia smaschera i falsi
Autore: RAVIZZA VITTORIO

ARGOMENTI: TECNOLOGIA
NOMI: DRESSER JOHN
LUOGHI: ITALIA
NOTE: 074. Antiquariato

LA passione per il mobile antico conquista un numero crescente di persone, e il mercato dell' antiquariato risponde come può alla richiesta, dato che la disponibilità di nuovi pezzi da recuperare si restringe sempre più. In una situazione del genere, il bidone è sempre dietro l' angolo. A parte i falsi puri e semplici, il rischio maggiore è quello di acquistare mobili spacciati per una certa epoca, in realtà più recenti. Un ausilio (non la soluzione di ogni dubbio) per una corretta datazione può essere costituito dalla tecnologia. Dice un restauratore: «Mi capita spesso di imbattermi in mobili in stile Luigi XVI impiallacciati con essenze i cui fogli hanno uno spessore di mezzo millimetro. Questo rivela che sono dei rifacimenti ottocenteschi; infatti la tecnica che consente di ottenere piallacci così sottili è stata messa a punto solo sul finire dell' 800». Se un mobile è stato costruito usando una certa macchina può essere sicuramento collocato «dopo» una certa data, quella della diffusione della macchina stessa. Nella seconda metà dell' 800, e anche nel ' 900, si è ripreso a costruire mobili secondo lo stile del ' 700 (Luigi XV e XVI) ma con le tecniche recenti; che oggi possono essere usate come spie. (Non vale invece il reciproco: le vecchie tecnologie continuarono a essere usate nelle piccole botteghe anche quando ormai da tempo in quelle maggiori erano state sostituite da macchinari moderni). La tecnica dell' impiallacciatura, ricorda Daniel Alcouffe, conservatore del Louvre, in un libro divenuto la bibbia del restauratore tecnologo, compare in Italia già nel Medioevo e si diffonde in tutta Europa nel ' 500 e ' 600. La struttura dei mobili, costituita da legni ordinari, veniva ricoperta con fogli di uno o più legni pregiati incollati (talvolta uniti ad altri materiali), spessi anche 5 millimetri e ricavati segando manualmente i tronchi nel senso della vena. Si usavano soprattutto noce, mogano, «bois de rose», radiche di legni pregiati. Materiali assai cari, per cui l' imperativo era quello di utilizzarli al meglio usando fogli sempre più sottili. E qui interviene la tecnologia. La prima sega meccanica, del tipo alternativo, risale al periodo intorno al 1650, ma la sua diffusione fu assai lenta. Poteva essere mossa dalla forza dell' uomo o da quella dell' acqua; la lama aveva un movimento di va e vieni non dissimile dalle seghe manuali. Data la sua relativa precisione, uno degli impieghi consisteva proprio nel taglio di assi sottili da usare nell' impiallacciatura. I segni lasciati sul legno hanno una caratteristica tipica di tutte le seghe meccaniche: sono tutti perfettamente paralleli, mentre quelli lasciati dal taglio manuale sono irregolari, con una forma lievemente arcuata che dipende dal movimento ondulante che il braccio imprime alla lama. Sul finire del ' 700 compare la sega circolare, costituita da un disco di acciaio dentato in rapida rotazione. Il primo brevetto per una macchina di questo genere fu concesso in Inghilterra a Samuel Miller il 5 agosto 1777, ma una sega utilizzabile praticamente comparve solo intorno al 1805 circa e il suo uso si diffonde solo intorno al 1840. Le assi tagliate con la lama circolare non possono superare una certa larghezza, corrispondente alla metà del diametro della lama stessa meno la metà del mozzo. Il brevetto della sega a nastro fu rilasciato in Inghilterra a William Newberry nel 1808, ma l' uso di questa macchina cominciò a diffondersi solo intorno al 1870. Un importante vantaggio era dato dal fatto che il nastro era assai più sottile del disco e quindi sprecava meno legno in segatura. Era anche assai più preciso di qualunque sistema precedente, sicché consentiva spessori assai più ridotti. Nel 1840 fu brevettata da Johm Dresser di Stockbridge, Massachusetts, una macchina, consistente in un tornio modificato, antenata delle moderne sfogliatrici, con cui dai tronchi fatti ruotare contro una robusta lama veniva ricavato un foglio sottile e continuo; la sfogliatrice, così come la tranciatrice, ideata da Samuel Bentham nel 1793 ma diffusasi solo a partire dal 1875 (qui la lama scorre sul tronco nel senso della lunghezza, traendone un foglio sottile, lungo e largo quanto il tronco stesso) sono all' origine dell' industria del compensato, ma possono avere importanza anche nella datazione di mobili antichi o presunti tali: i fogli tagliati con queste macchine hanno uno spessore costante, mentre in quelli tagliati a mano lo spessore varia sovente in modo vistoso. Sfogliatrici e tranciatrici ebbero effettiva applicazione soltanto a partire dagli ultimi decenni del secolo scorso. Un' altra «spia tecnologica» può essere costituita dalla piallatura meccanica; o dai chiodi. Per quasi tutto l' 800 i chiodi furono fatti a mano, avevano sezione quadrata e la testa a farfallina, in pratica due teste affiancate; in Italia una delle prime industrie di chiodi fatti a macchina, rotondi e con la testa altrettanto rotonda, fu la Chioderia di Avigliana, creata alla fine del secolo da un imprenditore francese, primo nucleo delle attuali acciaierie. Dunque i chiodi quadrati, o anche semplicemente i segni lasciati nel legno dovrebbero essere indice di antichità; adesso, però, qualcuno ha ricominciato a costruire chiodi a mano, complicando le cose. Indiscutibili (anche se non sempre facili da controllare dato che in genere occorre smontare il mobili) sono invece i segni lasciati dalle moderne frese usate per fare scanalature, incavi, sedi di tenoni, mortase e in generale per gli incastri; un tempo queste erano ricavate a mano con lo scalpello ed erano quindi a sezione quadrata e con il fondo molto irregolare. Al contrario la tenonatrice a punta cilindrica entrata in uso a fine ' 800 primi ' 900 lascia le due estremità semicircolari. Le più recenti mortasatrici a catena, poi, lasciano sezioni rettangolari come quelle antiche ma il fondo dell' incavo, se si toglie l' incastro, risulta semicircolare e perfettamente levigato. Vittorio Ravizza


RAGGIO LASER Anti sporco La cattedrale di Amiens ripulita con un prototipo di un apparecchio per «disincrostazione fotonica»
Autore: ROTA ORNELLA

ARGOMENTI: TECNOLOGIA, ECOLOGIA, INQUINAMENTO
NOMI: ORIAL GENEVIEVE
LUOGHI: ITALIA
NOTE: 074

PER la prima volta al mondo, un apparecchio a raggi laser viene usato per ripulire un monumento: è la famosa cattedrale di Amiens, costruita nel 1200 e studiata in tutte le università del mondo quale modello di gotico europeo. L' aggeggio assomiglia a una grossa scatola, che si articola in una sorta di braccio. Da qui, diretto sulla pietra, parte un fascio laser, orientato da un sistema di specchi e regolato con impulsi di frequenza variabile. Un luccichio, un crepitio, e in qualche frazione di secondo il grasso e lo sporco accumulati da decenni cadono in polvere. La superficie rimane intatta e risorge immacolata, anche negli angoli e negli interstizi più nascosti. Il prototipo è stato messo a punto da una piccola società francese altamente specializzata. Una prima dimostrazione pubblica è stata organizzata nell' estate del 1992, in occasione del ventesimo anniversario della Convenzione del Patrimonio Mondiale dell' Unesco (nel quale la cattedrale di Amiens è stata la prima a essere inserita). Di questa nuova tecnica chiamata «disincrostazione fotonica» riferisce ampiamente il mensile «Sources» dell' Unesco (n. 44). In vista di un futuro impiego su larga scala, ulteriori studi sono in corso per ridurre volume e costi dell' aggeggio e soprattutto per verificare se esso possa venire usato anche su materiali come legno, tessuti, metallo. Un altro problema è il rischio della caduta di pezzetti infinitesimali di pittura. Finora, tutte le prove compiute anche su materiali teneri quanto il gesso o problematici come le pietre rovinate dal tempo, hanno dato risultati molto soddisfacenti. Questo non significa, però, fa presente Genevieve Orial, direttrice del progetto laser all' interno del Laboratorio di ricerca dei monumenti storici francesi, che il nuovo metodo sia destinato a sostituire le tecniche tradizionali, anche perché non è efficace contro la muffa e lo è molto relativamente sulle pietre nere. Intanto, la pulizia radicale operata ha fatto riemergere tracce di antica pittura. Come tutte le facciate delle cattedrali gotiche, infatti, anche quella di Amiens era ricca di colore, statue e affreschi che vibravano di ori di blu e di rossi. Non pochi specialisti si mostrano però diffidenti. Stephen Murray, ad esempio, storico dell' arte americana nonché titolare di un corso dedicato proprio ad Amiens all' Università Columbia di New York, è contrario a un restauro del colore, soprattutto perché su statue e affreschi si sono succeduti almeno fino al sedicesimo secolo, numerosi strati di pittura. La scelta di ripristinare uno di essi, spiega, finirebbe con l' essere inevitabilmente arbitraria. Ornella Rota


SCENARI FUTURI L' aumento della temperatura porterà un terremoto nei parassiti delle piante
Autore: ACCATI ELENA

ARGOMENTI: METEOROLOGIA, ECOLOGIA, ZOOLOGIA, ANIMALI
LUOGHI: ITALIA
NOTE: 074

IN questi ultimi anni gli esperti hanno notato lievi cambiamenti nel clima e un incremento dell' anidride carbonica. Per i prossimi cinquant' anni si prevede il verificarsi di cambiamenti ancora più significativi, quali un aumento della temperatura su tutto il globo terrestre, dell' anidride carbonica, dell' umidità relativa. Molti pensano che questi mutamenti atmosferici siano la conseguenza dell' aumento nella troposfera di alcuni gas rari. Ricercatori europei e americani hanno iniziato affascinanti esperienze che hanno lo scopo di prevedere quali effetti i succitati cambiamenti climatici avranno sull' impatto di parassiti animali e vegetali delle piante coltivate. Anche se occorreranno ancora approfondimenti per formulare considerazioni conclusive, i primi dati sono stati presentati suscitando grande interesse al convegno della Società internazionale di patologia vegetale che si è tenuto recentemente a Montreal. L' importanza di tali tematiche si comprende facilmente se si pensa che annualmente vengono persi quantitativi ingenti di derrate alimentari che potrebbero servire per quelle popolazioni la cui alimentazione è assai precaria. L' incremento dell' anidride carbonica, causando l' aumento della fotosintesi, altererà significativamente la composizione chimica delle piante; quindi verranno a essere modificati anche i rapporti tra la vegetazione e gli insetti che si nutrono delle varie parti delle piante provocando, ad esempio, la riduzione della popolazione di alcuni di questi parassiti. L' aumento globale della temperatura invece sembra influenzare in modo sorprendente la durata e il numero dei cicli riproduttivi di insetti e di acari, con la conseguenza di alterare il loro numero complessivo. D' altra parte, nel caso di funghi e di batteri patogeni delle piante, l' aumento di temperatura, dell' umidità relativa, dell' anidride carbonica, dell' ozono, dei raggi ultravioletti potranno alterare le funzioni fisiologiche della pianta con conseguenze difficilmente prevedibili L' incremento dell' anidride carbonica può portare a un minore contenuto di azoto delle foglie, fatto che può favorire questi funghi e batteri in grado di svilupparsi meglio in quei tessuti poveri di tale elemento chimico. Inoltre le variazioni delle condizioni termiche potranno influenzare in modo significativo la capacità di sopravvivenza di alcuni funghi e batteri parassiti. Questo fatto potrebbe comportare lo spostamento in aree geografiche nuove di parassiti incapaci di sopravvivere attualmente in queste zone. L' aumento dell' incidenza dei raggi ultravioletti sulla superficie fogliare indurrà probabilmente un cambiamento significativo di funghi, lieviti, batteri presenti sulla superficie delle foglie: sopravviveranno in quantità maggiore e quindi prenderanno il sopravvento quei microorganismi dotati geneticamente di maggiore resistenza ai raggi ultravioletti. Considerato però che questi parassiti presenti sulle foglie sono saprofiti, ossia microorganismi che tengono a freno gli organi di moltiplicazione dei parassiti dannosi, ne deriverà che il loro cambiamento potrà determinare un aumento o una diminuzione della capacità di aggredire le piante da parte dei parassiti. Potrà accadere così che alcuni parassiti, oggi normalmente presenti nei nostri ambienti tendano a perdere la loro importanza economica, mentre altri considerati secondari diventino fonte di gravi danni per le colture Elena Accati Università di Torino


UN RICORDO DEL FISICO SCOMPARSO Il mio amico Eduardo Caianiello «Era un vulcano di idee, dai neutrini alla cibernetica»
AUTORE: REGGE TULLIO
ARGOMENTI: FISICA, RICERCA SCIENTIFICA
PERSONE: CAIANIELLO EDUARDO
NOMI: CAIANIELLO EDUARDO
LUOGHI: ITALIA
NOTE: 074

EDUARDO Caianiello, fisico teorico di fama internazionale, si è spento alcuni giorni fa dopo una breve malattia. Aveva 72 anni ed era professore emerito dell' Università di Salerno, dove era stato tra l' altro, il fondatore della Facoltà di Scienze. L' attività di ricerca svolta da Caianiello aveva toccato molti settori, anche tra loro lontani: la teoria dei quanti, la dinamica dei processi collettivi, le funzioni boleane, la cibernetica. Si deve a lui il Laboratorio di cibernetica del Cnr a Napoli. LAUREATOSI in fisica nel 1944, Eduardo Caianiello si era perfezionato negli Stati Uniti a Rochester e aveva poi insegnato in varie università italiane sempre lasciando un' impronta molto personale. La mia amicizia con Eduardo è durata quasi quarant' anni e cioè dal tempo in cui io ero un giovane laureato e lui un affermato fisico teorico italiano, anzi napoletano verace costretto dalla burocrazia statale a vivere ed a lavorare a Torino: e infatti appena gli fu possibile tornò alla sua adoratissima Napoli. Eduardo era un vulcano di idee che andavano dalla fisica del neutrino alla teoria quantistica dei campi, aveva una straordinaria capacità di inventare e sviluppare i formalismi matematici più strani per poi applicarli a complessi problemi di particelle elementari. Possedeva inoltre una simpatia e un carisma naturale con cui riusciva a entusiasmare i giovani per condurli poi a imprese scientificamente coraggiose. Non era ovviamente tagliato per il lavoro del portaborse e il suo carisma mi catturò e mi influenzò profondamente nella scelta dei problemi e nella visione delle cose. Eduardo si adoperò generosamente per mandarmi negli Stati Uniti con una borsa di studio e vi rimasi oltre due anni. Al ritorno lo ritrovai in piena ebollizione e con grandi idee. In questa sua azione diede un grandissimo contributo al rinnovamento culturale e scientifico della città fondando a Napoli la Scuola di perfezionamento in Fisica Teorica e Nucleare di cui rimase per lungo tempo direttore. Caianiello era uomo di grandi vedute e di vasti interessi e si occupo' anche e con successo di cibernetica. Il Laboratorio Cnr di Cibernetica di Arco Felice (Napoli) fu da lui fondato e diretto fino al 1977, epoca in cui si trasferì a Salerno Non si contano i titoli e le onorificenze che gli furono concesse. Eppure Eduardo non era uomo di carattere facile, e non sempre i suoi collaboratori riuscivano a resistere a lungo sotto la sua tutela, per cui molti sono poi salpati in cerca di altri lidi. A Napoli praticamente tutti i fisici sono stati allievi di Caianiello ma non ne ho tuttavia mai incontrato alcuno che, pur nel dissenso, fosse meno che riconoscente per l' aiuto ricevuto quando questo contava e non mi abbia professato la sua ammirazione per il Maestro La sua onestà personale e il suo grande livello intellettuale e scientifico erano fuori discussione e ponevano fine a ogni eventuale risentimento. La fisica italiana piange ora la sua scomparsa: con lui se n' è andato uno dei protagonisti della scienza italiana del dopoguerra, uno dei pochi ricercatori che grandemente contribuirono a ristabilire il prestigio del nostro paese dopo le sciagure del periodo bellico. Tullio Regge Università di Torino


IN BREVE Con il clima più caldo peggiorano le allergie
ARGOMENTI: METEOROLOGIA
LUOGHI: ITALIA
NOTE: 074

Secondo uno studio dell' Università di North London, è probabile che i cambiamenti climatici causati dal caldo che ha investito il nostro pianeta modifichino in futuro i tempi, i luoghi e le quantità di pollini in Europa, con conseguenze negative per i pazienti affetti da allergie, come raffreddore da fieno, rinite e asma. Molte piante infatti fioriscono più presto e hanno periodi di attività più lunghi. L' unica parte d' Europa in cui questi cambiamenti possono rappresentare un vantaggio per i soggetti allergici è il Mediterraneo del Sud, dove la siccità accorcia la stagione delle piante allergeniche.


IN BREVE Italia: poca ricerca pochissimi brevetti
ARGOMENTI: RICERCA SCIENTIFICA
LUOGHI: ITALIA
NOTE: 074

Secondo i dati Sniaricerche, la spesa per ricerca e sviluppo in Italia nel 1990 è stata pari all' 1. 3 per cento del prodotto interno lordo, raggiungendo in totale la cifra di 17 miliardi di lire. Questa situazione pone l' Italia all' ultimo posto tra i Paesi industrializzati, con un distacco significativo dalla Germania (2, 8 per cento del Pil), dalla Francia (2, 4 per cento) e dalla Gran Bretagna (2, 2 per cento). Anche sotto il profilo della produttività, la situazione appare poco brillante. Dalle domande di brevetto presentate nel 1991 all' Ufficio europeo dei brevetti risulta infatti che l' Italia ne ha depositate circa duemila, contro le 4500 della Francia e le 10. 500 della Germania.


IN BREVE Farfalle tropicali e insetti robot
ARGOMENTI: ZOOLOGIA
LUOGHI: ITALIA
NOTE: 074

Dal 13 novembre al 13 febbraio, in viale Cristoforo Colombo angolo viale delle Accademie, «Insectarium», grande mostra di scienza spettacolarizzata dedicata al mondo degli insetti. Oltre alle collezioni classiche, anche otto giganteschi robot ingranditi fino a 600 volte il reale. Visite guidate e agevolazioni per le scuole telefonando allo 06. 54. 06. 808.


IN BREVE Raccolta differenziata cresce l' interesse
ARGOMENTI: ECOLOGIA
LUOGHI: ITALIA
NOTE: 074

La carta, la plastica e l' alluminio raccolti separatamente hanno fatto registrare, nei primi sei mesi di quest' anno, un moderato incremento rispetto al ' 92. Stesso trend anche per pile e vetro, con l' eccezione di qualche Comune. Va male invece la raccolta di farmaci scaduti. L' incremento maggiore si è verificato a Milano.


IN BREVE Gli italiani odiano gli inceneritori
ARGOMENTI: ECOLOGIA
LUOGHI: ITALIA
NOTE: 074

Nella Hit Parade dei servizi che incontrano più ostilità da parte degli utenti, al primo posto ci sono gli inceneritori, al secondo le discariche. Gli addetti ai lavori parlano di attività «a rischio di dissenso».


IN BREVE In edicola minidischi per archiviare di tutto
ARGOMENTI: INFORMATICA
LUOGHI: ITALIA
NOTE: 074

Arriva in edicola una nuova linea per personal computer, studiata da IBM e De Agostini per un pubblico di studenti, professionisti e piccoli imprenditori. Si chiamano LetterPerfect e Contabilità, non richiedono alcuna particolare preparazione tecnica e servono per trattare qualsiasi tipo di documento.


IN BREVE A Rino Rappuoli il Premio Galeno 93
ARGOMENTI: RICERCA SCIENTIFICA
NOMI: RAPPUOLI RINO
LUOGHI: ITALIA
NOTE: 074

Per i suoi vaccini ricombinanti il dottor Rino Rappuoli è stato insignito del Premio Galeno 1993. Con lui, è stato premiato anche il Laboratorio Glaxo, per la Lacidipina. Al geologo Dowgiallo il Premio Bacci 93 Il Premio biennale A. Bacci per l' idroclimatologia è stato assegnato quest' anno al dottor Jan Dowgiallo, idrogeologo dell' Università di Varsavia e attuale ambiasciatore della repubblica polacca in Israele, per le sue ricerche sulle acque sotterranee, in particolare quelle salutari.


IN BREVE Benzina verde vendite a gonfie vele
ARGOMENTI: TRASPORTI, ECOLOGIA
LUOGHI: ITALIA
NOTE: 074

I consumi di benzina verde sono cresciuti, nei primi otto mesi di quest' anno, del 99. 9 per cento rispetto allo stesso periodo dell' anno precedente. E' il risultato della maggior diffusione delle auto con marmitta catalitica. Il carburante preferito dagli italiani resta comunque sempre la «super» con piombo.


INFORMATICA Calcoliamo lo sconto del market Sesta puntata
Autore: MEO ANGELO RAFFAELE, PEIRETTI FEDERICO

ARGOMENTI: INFORMATICA, DIDATTICA
LUOGHI: ITALIA
NOTE: 075

RIPRENDIAMO a parlare di scatole: il nome di una scatola può comparire a sinistra oppure a destra del simbolo «= », con un significato molto diverso nei due casi. Quando scriviamo: CIRCONF = 2 * 3. 14 * 10 chiediamo al calcolatore di eseguire il calcolo indicato a destra del segno «= » (cioè 62. 8) e di porre il risultato nella scatola di nome CIRCONF. Quindi il simbolo «= » significa «poni nella scatola il cui nome ho appena indicato». Se invece scriviamo: CIRCONF = 2 * 3. 14 * RAGGIO il nome della scatola che compare a destra del segno «= » ha il significato di «contenuto della scatola di nome RAGGIO». Se, nel momento in cui il calcolatore esegue il comando, RAGGIO contiene il numero 100, il risultato dell' espressione aritmetica 2 * 3. 14 * RAGGIO vale 628 e questo numero viene messo nella scatola di nome CIR CONF. Conviene meditare con attenzione sul comando I = I più 1 che i programmatori utilizzano spesso e che un bravo matematico inesperto di programmazione è portato a considerare un errore, perché I non può essere uguale a I più 1. La spiegazione di questo nonsenso matematico è molto semplice: il simbolo «= » non indica uguaglianza, ma l' ordine di mettere nella scatola di nome I il risultato dell' espressione aritmetica I più 1. Vediamo l' ordine con cui il calcolatore procede: 1) Le scatole indicate a destra del segno = vengono scoperchiate per estrarne i contenuti. Nel nostro caso si scoperchia la scatola di nome I. 2) Si esegue il calcolo indicato nell' espressione aritmetica a destra dell' uguale. Nel nostro caso il contenuto della scatola I più 1. 3) Si pone il risultato del calcolo nella scatola a sinistra del segno =, ovvero nel nostro caso in I. In sostanza il comando I più 1 incrementa di 1 il contenuto della scatola I. Abbiamo visto nella scheda della scorsa settimana che il comando PRINT, seguito da un' espressione aritmetica, ci consente di eseguire calcoli anche molto complicati con pochissimo spazio. Ora scopriamo che anche i contenuti di scatole nere possono essere utilizzati nelle espressioni aritmetiche. Così la nostra calcolatrice diventa ancora più potente. Supponiamo di voler controllare il conto di un grande magazzino dove ci avevano promesso lo sconto del 30%. Prima calcoliamo il totale lordo, ad esempio: LORDO = 50700 più 31500 più 5700 e poi scriviamo NETTO = LORDO 0. 3 * LORDO e infine PRINT NETTO In alternativa possiamo scrivere direttamente, al posto dei due ul timi comandi: PRINT LORDO 0. 3 * LORDO Consideriamo ora le due scatole FALCO e SPARVIERO, con FALCO = 15 e SPARVIERO = 5 Vediamo che cosa succede dando al calcolatore l' istruzione FALCO = SPARVIERO Quando il calcolatore riceve questa istruzione cerca la scatola di nome FALCO, toglie il numero 15 che si trovava nella scatola, cerca la scatola SPARVIERO, la apre, ne legge il contenuto in questo caso il numero 5, e lo mette in FALCO. A questo punto le due scatole nere FALCO e SPARVIERO contengono lo stesso numero 5 e se scriviamo PRINT FALCO e PRINT SPARVIERO il calcolatore visualizza, in entrambi i casi, il numero 5. E' quindi il contenuto di SPARVIE RO, ossia della scatola indicata a destra dell' uguale, che viene inserito in FALCO, ovvero nella scatola indicata a sinistra dell' uguale e non viceversa. Se scriviamo invece SPARVIERO = FALCO le due scatole, dopo l' esecuzione dell' istruzione, conterranno il numero 15. Si tratta di un' operazione di copiatura, non di trasferimento: nella scatola da cui prelevo il contenuto, rimane il vecchio numero. Anche con le scatole rosse è possibile copiare il contenuto di una scatola in un' altra. Ad esempio, se GIALLO1$ = «SOSPETTO» e GIALLO2$ = «PSYCO» l' istruzione GIALLO1$ = GIALLO2$ porta la stringa «PSYCO» in entrambe. L' operazione di addizione si applica anche alle scatole rosse. In questo caso le stringhe contenute nelle due scatole risulteranno concatenate, ossia ai caratteri della prima stringa seguono, uno dopo l' altro, quelli della seconda stringa. Ad esempio, con FIABA1$ = «BIANCA» e FIABA2$ = «NEVE» se diamo l' istruzione FIABA3$ = FIABA1$ più FIABA2$ PRINT FIABA3$ il calcolatore visualizza BIANCANEVE Se vogliamo separare le parole contenute nelle scatole, dobbiamo inserire uno spazio vuoto fra una stringa e l' altra. Ad esempio: BIRD1$ = «Picchio» BIRD2$ = «Rosso» BIRD3$ = «Maggiore» BIRD4$ = BIRD1$ più BIRD2$ S più BIRD3$ PRINT BIRD4$ e il calcolatore visualizza Picchio Rosso Maggiore


STRIZZACERVELLO Problemi di Lotto
Autore: PETROZZI ALAN

ARGOMENTI: GIOCHI
LUOGHI: ITALIA
NOTE: 075

Problemi di Lotto I 90 numeri del gioco del Lotto rappresentano un materiale ideale per inventare dei problemi di matematica ricreativa. Un primo utile esercizio potrebbe essere quello di calcolare quanti sono gli ambi, i terni, le quaterne e le cinquine che si possono realizzare con una tale massa di elementi, naturalmente gruppi tutti diversi tra loro e ciascuno privo di numeri uguali. Più impegnativa e stimolante potrebbe invece risultare la ricerca delle risposte ai seguenti quesiti: a) quante sono le possibili cinquine estraibili settimanalmente ad una ruota ammesso che tutte comprendano uno stesso ambo? b) e quante quelle che comprendono uno stesso terno? Le risposte domani, accanto alle previsioni del tempo. (A cura di Alan Petrozzi)


LA PAROLA AI LETTORI Troppi sforzi per il muscolo, ed ecco il crampo
LUOGHI: ITALIA
NOTE: 075

Perché vengono i crampi? I crampi sono causati da sforzi fisici troppo intensi o troppo protratti. Se l' organismo non riesce a fornire ai muscoli abbastanza ossigeno, il loro funzionamento diventa irregolare. L' acido lattico prodotto dal muscolo si accumula e causa i crampi, dolorosi ma poco pericolosi. Durante e dopo lo sforzo fisico, i muscoli si contraggono fortemente e involontariamente e diventano molto duri. In questi casi fanno bene i massaggi e i bagni caldi, perché stimolano la circolazione, facilitando l' arrivo di ossigeno e l' eliminazione delle tossine. Viviana Fidone, IIIB SMS Gobetti, None (TO) I crampi presentano due caratteristiche: contrattura e dolore. Può essere colpito un solo muscolo oppure parecchi elementi contemporaneamente. Esistono anche crampi di origine psicologica, emotiva: se ne lamentano soprattutto le persone ansiose. Sara Prando Vercelli I crampi sopravvengono più frequentemente durante i periodi freddi dell' anno. Il motivo è sempre lo stesso, se non che in quei giorni è più difficile riscaldare i muscoli e quindi renderli più pronti alle risposte nervose involontarie. Chi è soggetto a frequenti crampi muscolari dovuti ad affaticamento dovrebbe seguire una dieta a base di fagioli, riso e banane. Questi alimenti contengono infatti abbondanti quantità di triptofano, un amminoacido ricco di potassio, essenziale quindi all' elasticità muscolare. Fabio Paiola Cuorgnè (TO) Il crampo è anche una malattia professionale. Si conoscono il crampo dello scrivano e quello del pianista, detto cheirospasmo. Aldo Bertolotto, Savona Che differenza c' è tra i granelli di sabbia di una spiaggia e quelli di un deserto? La sabbia del deserto è finissima, il granello estremamente ridotto, di dimensioni tali da poter essere trasportato dal vento. La sabbia della spiaggia è invece trasportata dall' acqua, che è un fluido meno rarefatto e può quindi trasportare granelli più grossi. Inoltre i due tipi di sabbia hanno composizione chimica diversa, perché sono il prodotto dell' erosione di rocce diverse. Luigi Vallino Saluggia (VC) La differenza è abissale. I granelli di sabbia di una spiaggia sono generati dal continuo rimaneggiamento prodotto dal moto ondoso, presentano scarso arrotondamento e superfici grezze. I granelli di sabbia desertica, invece, prodotti dal disfacimento termico delle rocce e trasportati dal vento, presentano forme tendenzialmente arrotondate e superfici finemente levigate. In genere, una stessa popolazione di granellini desertici presenta dimensioni quasi identiche. Con una lente d' ingrandimento e un po' di pazienza si potrà facilmente stabilire se un campione di sabbia proviene da un deserto africano o da una spiaggia di Rimini. Giovanni Bellotti Domodossola (NO) Perché nelle praterie crescono così pochi alberi? Per tre ordini di motivi: per l' opera di disboscamento e sfalciamento periodico dell' uomo, che ha bisogno si creare e mantenere nuove zone da adibire alle culture e al pascolo del bestiame; per l' azione degli erbivori, che impediscono o limitano la crescita di una vegetazione arborea. E per cause naturali, cioè per le particolari condizioni climatiche del luogo, dove le specie erbacee e soprattutto quelle appartenenti alla famiglia delle graminacee prendono il sopravvento su alberi e arbusti, più esigenti in fatto di umidità e calore. Così succede ad esempio, nelle praterie di alta quota che si sviluppano naturalmente sopra il limite del bosco. Raffaella Gastaudo Pecetto (TO) Perché terremoti e vulcani av vengono nelle stesse parti del mondo, e non dappertutto? La crosta terrestre non è tutta unita, ma è suddivisa in diverse parti, chiamate placche, di dimensioni più o meno grandi. Al di sotto della crosta terrestre si trova l' astenosfera, che è costituita da magma. Al suo interno, dato l' alto calore del magma, si formano moti convettivi che provocano lo spostamento delle placche. Sia l' avvicinamento sia l' allontanamento delle placche formano zone di minor resistenza alla pressione del magma, permettendone quindi la salita in superficie. E' l' instabilità della crosta terrestre in corrispondenza delle fratture fra le placche che causa i fenomeni vulcanici e in conseguenza quelli sismici. IIIG, SMS Vochieri Alessandria


Chi sa rispondere?
LUOGHI: ITALIA
NOTE: 075

In che modo i fiumi modificano i terreni sui quali scorrono? Quali sono gli alberi che vivono più a lungo? Che altezza può raggiungere la pulce saltando? Quando si cominciarono a portare gli occhiali? E chi li aveva inventati?


Distributore automatico Tazze intelligenti Due percorsi diversi per bevande calde e fredde. Un carosello spinge ogni bicchiere sotto il suo beccuccio
LUOGHI: ITALIA
TABELLE: D.
NOTE: 075

Il distributore automatico, soprannominato «bollitore intelligente», funziona in modi diversi per le bevande calde e quelle fredde. Ogni bevanda calda ha una polvere pre impacchettata sul fondo di ogni bicchiere di plastica. Questi sono impilati in modo che la base dell'uno forma un sigillo a prova d'aria per quello che gli sta sotto. Quando si mettono le monete nell'apposita fessura, queste vengono controllate automaticamente per vedere se sono sufficienti. Se la bevanda selezionata è del tipo caldo, un contenitore mobile, detto «carosello», ruota finché i bicchieri che contengono la polvere giusta si trovano di fronte a un braccio che oscilla e afferra il bicchiere più in basso. Esso viene poi piazzato sotto un beccuccio, che preleva acqua calda da un serbatoio. Le bevande fredde, fanno invece un'altra strada, perché i loro tre ingrediente sono immagazzinati in un frigorifero, in un cilindro di anidride carbonica e in una riserva di concentrato per bevande frizzanti. Quando viene selezionata una bevanda fredda, il «carosello» lascia andare un bicchiere. L'acqua fredda addizionata di anidride carbonica e il ocncentrato raggiungono beccucci diversi e la bevanda si mescola direttamente nel bicchiere. Un braccio a leva nel «carosello» sente quando in una particolare pila è rimasto un solo bicchiere e fa comparire la scritta «esaurito». L'acqua calda è mantenuta a una temperatura costante di circa 85 grazie a uno scalda acqua elettrico collegato a un termostato: al di sotto dei 70 ci sarebbero infatti problemi di igiene, al di sopra dei 90 la plastica dei bicchieri si affloscerebbe. La giusta quantità di acqua per ogni bevanda è regolata da una valvola, che si apre per un tempo prefissato per ogni bevanda. La combinazione di acqua calda e d'elettricità è potenzialmente pericolosa perciò i distributori automatici di bevande sono dotati di particolari dispositivi di sicurezza.


VACCINO ANTI INFLUENZA Siete favorevoli o contrari? Due scuole di pensiero a confronto
LUOGHI: ITALIA
NOTE: 073

OGNI anno, all' inizio dell' autunno, riprende la campagna del vaccino contro l' influenza, con le raccomandazioni sulla sua utilità soprattutto per le persone anziane. E ogni anno ritorna puntuale il dibattito tra i favorevoli e gli scettici. Sappiamo tutti che la medicina non è una scienza esatta, ma dobbiamo anche sapere che la moderna medicina pone i suoi fondamenti sul metodo scientifico e tale deve essere il parametro a cui noi medici dovremmo riferirci quando proponiamo una terapia. In tema di vaccinazioni, il termine di riferimento è il rapporto tra il rischio della malattia e il beneficio della prevenzione. Riferendoci, ad esempio all' influenza, il rischio di contrarre la malattia nell' età adulta o infantile è reale, ma la sua pericolosità in termini di complicazioni è bassa, per cui il beneficio di un' eventuale prevenzine vaccinale è decisamente limitato. Diverso è il discorso per i soggetti anziani e debilitati, per i quali il rischio di contrarre l' influenza è simile a quello delle altre età, ma la pericolosità delle complicazioni decisamente elevata: in questo caso il beneficio di una prevenzione vaccinale può diventare importante. Nei tempi antichi, il fatto che, periodicamente, in una certa popolazione, molti si ammalassero contemporaneamente, fece pensare a un' «influenza» degli astri. Di qui il suo nome. All' inizio di questo secolo, dopo l' epidemia di «spagnola» del 1918, un' influenza particolarmente grave che provocò più di 20 milioni di morti, venne finalmente identificato l' agente responsabile: un piccolo virus sferico della famiglia degli Orthomixovirus. Per fortuna, da allora, le epidemie che ogni anno, ma con riacutizzazioni circa ogni dieci anni, si ripresentano dappertutto nella stagione invernale, hanno avuto minore gravità. In parte per le migliori condizioni di salute generali e le più potenti armi di difesa che nel frattempo sono state approntate, ma probabilmente anche per una minore virulenza dei ceppi virali responsabili. L' influenza, di solito benigna, può però avere delle complicazioni. La più frequente è l' estendersi dell' infezione virale dalle prime vie aeree ai polmoni, con conseguente polmonite. Altre volte questa è dovuta a batteri che si sovrappongono approfittando delle diminuite difese dell' organismo. In questi casi la febbre, anziché scomparire dopo due o tre giorni, persiste; aumenta la tosse, sempre secca, ma più insistente nella polmonite virale, con catarro purulento in quella batterica. Molto più rare, ma più gravi, sono le complicanze meningo encefalitiche. Alcuni sottotipi di virus influenzali, come fu quello del 1918, possono attaccare il sistema nervoso con conseguenze anche mortali. Le cosiddette «influenze intestinali» con nausea, vomito, diarrea, sono invece dovute a virus di famiglie diverse da quelle dell' influenza classica e si propagano quindi indipendentemente da essa.


Il fronte del «no» Uno scettico di nome Sabin «Ne abbiamo vaccinati tanti, ma è servito a poco»
Autore: PROIETTI LUCIANO

ARGOMENTI: MEDICINA E FISIOLOGIA
LUOGHI: ITALIA
NOTE: 073. Vaccino anti influenza

A un meeting svoltosi negli Usa nel gennaio 1985, il Vaccines and Related Biological Products Advisory Committee del Center for Control of Infectious Diseases di Atlanta presentò alcuni studi che dimostravano il fallimento della vaccinazione nella prevenzione dell' influenza. Sullo stesso argomento si espresse nel dicembre 1985 il professor Sabin, in visita in Italia, nel corso di una lezione magistrale presso l' Ordine dei Medici di Piacenza. Disse Sabin in quell' occasione: «Se consideriamo un periodo di sette anni (dei quali tre senza e quattro con epidemia influenzale), osserviamo che nei tre anni che non hanno registrato epidemie, il 30 per cento della popolazione è stata colpita da sindrome influenzale: nei quattro anni con epidemie, soltanto il 4 per cento in più. I virus dell' influenza, scoperti circa 50 anni fa, sono la causa solamente del 10 per cento delle malattie respiratorie acute negli anni in cui non vi è epidemia e del 15 20 per cento negli anni con epidemia: molti altri virus sono interessati. A proposito della vaccinazione antinfluenzale, così spesso raccomandata dalle autorità sanitarie, devo dire che da più di quarant' anni vacciniamo tanta gente negli Stati Uniti, ma i vaccini non hanno assolutamente funzionato. «Dal 1970 in poi vi è stata, nei Paesi industrializzati, una costante diminuzione del tasso di mortalità per polmonite e altre complicazioni, ma questo non è dovuto a nessun vaccino in particolare, bensì alle leggi che hanno reso possibile ai meno abbienti un certo tipo di assistenza socio sanitaria. Non vedo per il futuro nessuna possibilità di controllo di queste malattie respiratorie con dei vaccini». Sull' innocuità del vaccino o, meglio, sugli effetti indesiderati, la letteratura ci offre numerosi dati che si possono riassumere nelle poche righe che il foglietto illustrativo del vaccino influenzale dedica a questa voce: «In occasione della somministrazione del vaccino antinfluenzale si possono rilevare lievi e brevi reazioni locali (eritema e dolorabilità in sede dell' iniezione) e raramente reazioni sistemiche (febbre, brividi, malessere, cefalea) o manifestazioni allergiche. Molto raramente possono manifestarsi, come per altri vaccini, disturbi neurologici post vaccinali anche gravi». I termini «raramente» e «molto raramente» non sono scientifici in quanto non definiscono la percentuale probabile di incidenza delle complicazioni. Il dottor Seal del National Institute of Allergy and Infectious Diseases ha affermato che qualsiasi vaccino antinfluenzale è in grado di provocare la sindrome di Guillame Barrè. Uno studio finanziato e controllato da una commissione del governo americano sull' innocuità di un vaccino antinfluenzale rilevò, nel 1976, 565 casi di paralisi di Guillame Barrè sicuramente correlati al vaccino, come pure la morte «inspiegata» di 30 soggetti anziani. Sul Medico d' Italia (n. 23, 12 febbraio 1992) il dottor Rossi, cardiologo di Novara, citava l' osservazione personale di 13 soggetti di età compresa tra i 55 e i 75 anni affetti da miocardiopatia dilatativa i quali, in condizioni di stabilità clinica e di compenso cardiaco, effettuarono la vaccinazione antinfluenzale. A distanza di 15 20 giorni, con costante relazione temporale, presentarono scompenso cardiaco grave Tale complicanza si poteva correlare solamente al vaccino in quanto nessun familiare aveva presentato sintomi influenzali e non vi era in atto un' epidemia. Purtroppo tali rilevazioni sono limitate alla serietà professionale e all' attenzione dei singoli medici, mentre sono pressoché assenti gli organismi pubblici che dovrebbero per compito istituzionale sorvegliare sulla nostra salute. Il dibattito parlamentare del novembre ' 92, in occasione della vicenda del vaccino antiparotite, ha messo in evidenza come il sistema di rilevazione italiano non sia in grado di funzionare: la scheda informativa va compilata solo per le vaccinazioni eseguite personalmente dai pediatri (di solito poche) e non sulle vaccinazioni eseguite dagli organi delle Usl. In caso di effetti collaterali o di danni precoci o tardivi da vaccinazioni eseguite nelle Usl, sono i medici di base o i pediatri che vengono chiamati, ma questi non sono obbligati a notificare il fatto, cosicché il medico vaccinatore che dovrebbe raccogliere i dati ne resta all' oscuro. E' quindi scientificamente ed eticamente sconveniente proporre nuovi vaccini se non esiste un sistema di notifica dei probabili effetti collaterali. L' ultimo aspetto da affrontare, ma di non poco conto, è quello dell' informazione che solitamente viene prodotta in modo incompleto dagli organi di stampa o dalle ditte produttrici: quanti anziani sanno che sono controindicazioni assolute alla vaccinazione l' allergia all' uovo o una terapia cortisonica in corso o conclusa da poco? Quanti sanno che tra le «Speciali precauzioni per l' uso» è scritto che «durante la vaccinazione devono essere disponibili farmaci d' emergenza per il trattamento di eventuali reazioni allergiche (adrenalina 1: 1000) » ? O che «una prudenza del tutto particolare si deve osservare nei bambini con tendenza alle convulsioni e in genere nei soggetti allergici all' anamnesi personale e familiare» ? Concludo con la risposta un po' risentita, ma corretta, che il prof. Pagni, presidente della Simg (Società Italiana di Medicina Generale), scrisse nel 1985 al professor Sabin: «Solo uno studio epidemiologico serio, condotto su una vasta popolazione del nostro Paese, consentirà di confermare o di smentire la tesi un po' avventurosa di Sabin». Tale tipo di controllo nel nostro Paese non è mai stato fatto; sarebbe qualificante per le nostre autorità sanitarie «Siamo veloci a tirare il grilletto dell' immunizzazione, ma siamo lenti ad esaminare le conseguenze della nostra azione». (Robert Mendelsohn. Associate Professor of Preventive Medicine and Community Health. University of Illinois). Luciano Proietti


IL FRONTE DEL SI' Vaccinatevi] Non c' è altro da fare
Autore: LEVI MARINA

ARGOMENTI: MEDICINA E FISIOLOGIA
LUOGHI: ITALIA
NOTE: 073. Vaccino anti influenza

NON esistono, al momento attuale, farmaci capaci di distruggere il virus influenzale. Gli antibiotici non sono efficaci e il loro uso è giustificato solo in persone che corrono, perché più deboli o già ammalate, il rischio di complicanze batteriche, oppure in caso di polmonite. Utilizzarli indiscriminatamente può al contrario provocare la comparsa di ceppi di batteri resistenti a quegli antibiotici. Per combattere la febbre sono utili i farmaci antifebbrili, come il paracetamolo o i salicilati. Contro la tosse, espettoranti e sedativi della tosse e umidificazione dell' ambiente La miglior cura è comunque ancora quella dei nostri avi: il riposo a letto. Importante è, soprattutto negli anziani, combattere la disidratazione con abbondanti liquidi e un' alimentazione con cibi leggeri e nutrienti. L' arma più efficace oggi a disposizione contro l' influenza è un' arma preventiva: il vaccino. Efficace sì, ma solo parzialmente. L' iniezione di una dose di vaccino induce infatti, dopo un paio di settimane, una protezione che va dal 60 al 75 per cento. Chi è alla prima vaccinazione, deve fare un' iniezione di richiamo a distanza di un mese. Chi l' ha già fatta in passato, deve ripeterla con il vaccino più attuale all' inizio di ogni inverno. La ragione di questa protezione limitata sta nelle caratteristiche particolari del virus influenzale: piccolo (80 120 millimetri), di forma sferica, con una membrana di lipidi che racchiude al suo interno otto filamenti di Rna (acido ribonucleico) che codificano le caratteristiche di due tipi di protuberanze poste all' esterno. Queste, denominate con le sigle H e N, servono per l' aggancio e la penetrazione del virus nelle cellule dell' organismo che viene infettato. Come tutti i virus, anche quelli dell' infuenza, infatti, non possono replicarsi se non all' interno di una cellula ospite. Veicolati dunque attraverso le goccioline di saliva emesse con il respiro (uno sternuto può generare fino a due milioni di particelle di aerosol, un colpo di tosse novantamila: e bastano dieci particelle virali per provocare infezione] ), penetrano nelle vie aeree superiori e con le loro protuberanze H e N ne infettano le cellule. Al loro interno si moltiplicano, le danneggiano provocando i sintomi influenzali e ne fuoriescono per provocare nuove infezioni. Oltre che dell' uomo, possono essere ospiti anche di numerosi volatili e dei suini, che si suppone siano i serbatoi del virus tra un' epidemia e l' altra. In questi numerosi passaggi avvengono spesso delle mutazioni nei filamenti di Rna, che a loro volta provocano cambiamenti nelle caratteristiche delle protuberanze H e N. H e N sono i cosiddetti «antigeni», cioè quelle parti che causano, quando penetrano in un organismo, oltre che l' infezione anche la produzione di sostanze, chiamate anticorpi, capaci di neutralizzare il virus e indurre dopo qualche giorno la guarigione dalla malattia. Il vaccino sfrutta proprio questa proprietà: inoculando virus uccisi, si provoca la produzione di anticorpi che, al momento del contatto con i virus vivi, saranno capaci di neutralizzarli. Poiché però, come abbiamo visto, le caratteristiche del virus sono assai mutevoli, i vaccini possono spesso essere inefficaci. Ogni anno quindi, appena viene segnalata una nuova epidemia, se ne appronta una nuova versione, che in genere contiene tre diversi virus. Le sigle che li contraddistinguono indicano il ceppo (che può essere A, B o C), il luogo dove è stato individuato, e le caratteristiche antigeniche (H e N). Quest' anno abbiamo: A/Pechino/32/92 (H3N2), B/Panama/45/90 e A/Singapore/6/86 (H1N1), l' unico uguale a quello dell' anno scorso. I vaccini, prodotti con virus inattivati, sono attualmente molto purificati e causano scarse reazioni: raramente lieve febbre dopo 8 12 ore o scarso arrossamento in sede di puntura. Possono essere somministrati anche a soggetti con un deficit immunitario ma sono sconsigliati durante malattie febbrili e in gravidanza. Poiché i virus, per ottenerli, vengono coltivati in uova embrionate di pollo, sono assolutamente controindicati a chi è allergico all' albume d' uovo. Il vaccino viene consigliato e fornito gratuitamente in Italia da parte del Servizio sanitario nazionale a tutti quelli per i quali l' influenza può essere un rischio: ammalati cronici di patologie polmonari, cardiache o comunque debilitanti, anziani sopra i 65 anni, soprattutto quelli che vivono in comunità, e le persone che devono assisterli. Marina Levi


MOBILI ANTICHI La verità in un chiodo Come la tecnologia smaschera i falsi
Autore: RAVIZZA VITTORIO

ARGOMENTI: TECNOLOGIA
NOMI: DRESSER JOHN
LUOGHI: ITALIA
NOTE: 074. Antiquariato

LA passione per il mobile antico conquista un numero crescente di persone, e il mercato dell' antiquariato risponde come può alla richiesta, dato che la disponibilità di nuovi pezzi da recuperare si restringe sempre più. In una situazione del genere, il bidone è sempre dietro l' angolo. A parte i falsi puri e semplici, il rischio maggiore è quello di acquistare mobili spacciati per una certa epoca, in realtà più recenti. Un ausilio (non la soluzione di ogni dubbio) per una corretta datazione può essere costituito dalla tecnologia. Dice un restauratore: «Mi capita spesso di imbattermi in mobili in stile Luigi XVI impiallacciati con essenze i cui fogli hanno uno spessore di mezzo millimetro. Questo rivela che sono dei rifacimenti ottocenteschi; infatti la tecnica che consente di ottenere piallacci così sottili è stata messa a punto solo sul finire dell' 800». Se un mobile è stato costruito usando una certa macchina può essere sicuramento collocato «dopo» una certa data, quella della diffusione della macchina stessa. Nella seconda metà dell' 800, e anche nel ' 900, si è ripreso a costruire mobili secondo lo stile del ' 700 (Luigi XV e XVI) ma con le tecniche recenti; che oggi possono essere usate come spie. (Non vale invece il reciproco: le vecchie tecnologie continuarono a essere usate nelle piccole botteghe anche quando ormai da tempo in quelle maggiori erano state sostituite da macchinari moderni). La tecnica dell' impiallacciatura, ricorda Daniel Alcouffe, conservatore del Louvre, in un libro divenuto la bibbia del restauratore tecnologo, compare in Italia già nel Medioevo e si diffonde in tutta Europa nel ' 500 e ' 600. La struttura dei mobili, costituita da legni ordinari, veniva ricoperta con fogli di uno o più legni pregiati incollati (talvolta uniti ad altri materiali), spessi anche 5 millimetri e ricavati segando manualmente i tronchi nel senso della vena. Si usavano soprattutto noce, mogano, «bois de rose», radiche di legni pregiati. Materiali assai cari, per cui l' imperativo era quello di utilizzarli al meglio usando fogli sempre più sottili. E qui interviene la tecnologia. La prima sega meccanica, del tipo alternativo, risale al periodo intorno al 1650, ma la sua diffusione fu assai lenta. Poteva essere mossa dalla forza dell' uomo o da quella dell' acqua; la lama aveva un movimento di va e vieni non dissimile dalle seghe manuali. Data la sua relativa precisione, uno degli impieghi consisteva proprio nel taglio di assi sottili da usare nell' impiallacciatura. I segni lasciati sul legno hanno una caratteristica tipica di tutte le seghe meccaniche: sono tutti perfettamente paralleli, mentre quelli lasciati dal taglio manuale sono irregolari, con una forma lievemente arcuata che dipende dal movimento ondulante che il braccio imprime alla lama. Sul finire del ' 700 compare la sega circolare, costituita da un disco di acciaio dentato in rapida rotazione. Il primo brevetto per una macchina di questo genere fu concesso in Inghilterra a Samuel Miller il 5 agosto 1777, ma una sega utilizzabile praticamente comparve solo intorno al 1805 circa e il suo uso si diffonde solo intorno al 1840. Le assi tagliate con la lama circolare non possono superare una certa larghezza, corrispondente alla metà del diametro della lama stessa meno la metà del mozzo. Il brevetto della sega a nastro fu rilasciato in Inghilterra a William Newberry nel 1808, ma l' uso di questa macchina cominciò a diffondersi solo intorno al 1870. Un importante vantaggio era dato dal fatto che il nastro era assai più sottile del disco e quindi sprecava meno legno in segatura. Era anche assai più preciso di qualunque sistema precedente, sicché consentiva spessori assai più ridotti. Nel 1840 fu brevettata da Johm Dresser di Stockbridge, Massachusetts, una macchina, consistente in un tornio modificato, antenata delle moderne sfogliatrici, con cui dai tronchi fatti ruotare contro una robusta lama veniva ricavato un foglio sottile e continuo; la sfogliatrice, così come la tranciatrice, ideata da Samuel Bentham nel 1793 ma diffusasi solo a partire dal 1875 (qui la lama scorre sul tronco nel senso della lunghezza, traendone un foglio sottile, lungo e largo quanto il tronco stesso) sono all' origine dell' industria del compensato, ma possono avere importanza anche nella datazione di mobili antichi o presunti tali: i fogli tagliati con queste macchine hanno uno spessore costante, mentre in quelli tagliati a mano lo spessore varia sovente in modo vistoso. Sfogliatrici e tranciatrici ebbero effettiva applicazione soltanto a partire dagli ultimi decenni del secolo scorso. Un' altra «spia tecnologica» può essere costituita dalla piallatura meccanica; o dai chiodi. Per quasi tutto l' 800 i chiodi furono fatti a mano, avevano sezione quadrata e la testa a farfallina, in pratica due teste affiancate; in Italia una delle prime industrie di chiodi fatti a macchina, rotondi e con la testa altrettanto rotonda, fu la Chioderia di Avigliana, creata alla fine del secolo da un imprenditore francese, primo nucleo delle attuali acciaierie. Dunque i chiodi quadrati, o anche semplicemente i segni lasciati nel legno dovrebbero essere indice di antichità; adesso, però, qualcuno ha ricominciato a costruire chiodi a mano, complicando le cose. Indiscutibili (anche se non sempre facili da controllare dato che in genere occorre smontare il mobili) sono invece i segni lasciati dalle moderne frese usate per fare scanalature, incavi, sedi di tenoni, mortase e in generale per gli incastri; un tempo queste erano ricavate a mano con lo scalpello ed erano quindi a sezione quadrata e con il fondo molto irregolare. Al contrario la tenonatrice a punta cilindrica entrata in uso a fine ' 800 primi ' 900 lascia le due estremità semicircolari. Le più recenti mortasatrici a catena, poi, lasciano sezioni rettangolari come quelle antiche ma il fondo dell' incavo, se si toglie l' incastro, risulta semicircolare e perfettamente levigato. Vittorio Ravizza


RAGGIO LASER Anti sporco La cattedrale di Amiens ripulita con un prototipo di un apparecchio per «disincrostazione fotonica»
Autore: ROTA ORNELLA

ARGOMENTI: TECNOLOGIA, ECOLOGIA, INQUINAMENTO
NOMI: ORIAL GENEVIEVE
LUOGHI: ITALIA
NOTE: 074

PER la prima volta al mondo, un apparecchio a raggi laser viene usato per ripulire un monumento: è la famosa cattedrale di Amiens, costruita nel 1200 e studiata in tutte le università del mondo quale modello di gotico europeo. L' aggeggio assomiglia a una grossa scatola, che si articola in una sorta di braccio. Da qui, diretto sulla pietra, parte un fascio laser, orientato da un sistema di specchi e regolato con impulsi di frequenza variabile. Un luccichio, un crepitio, e in qualche frazione di secondo il grasso e lo sporco accumulati da decenni cadono in polvere. La superficie rimane intatta e risorge immacolata, anche negli angoli e negli interstizi più nascosti. Il prototipo è stato messo a punto da una piccola società francese altamente specializzata. Una prima dimostrazione pubblica è stata organizzata nell' estate del 1992, in occasione del ventesimo anniversario della Convenzione del Patrimonio Mondiale dell' Unesco (nel quale la cattedrale di Amiens è stata la prima a essere inserita). Di questa nuova tecnica chiamata «disincrostazione fotonica» riferisce ampiamente il mensile «Sources» dell' Unesco (n. 44). In vista di un futuro impiego su larga scala, ulteriori studi sono in corso per ridurre volume e costi dell' aggeggio e soprattutto per verificare se esso possa venire usato anche su materiali come legno, tessuti, metallo. Un altro problema è il rischio della caduta di pezzetti infinitesimali di pittura. Finora, tutte le prove compiute anche su materiali teneri quanto il gesso o problematici come le pietre rovinate dal tempo, hanno dato risultati molto soddisfacenti. Questo non significa, però, fa presente Genevieve Orial, direttrice del progetto laser all' interno del Laboratorio di ricerca dei monumenti storici francesi, che il nuovo metodo sia destinato a sostituire le tecniche tradizionali, anche perché non è efficace contro la muffa e lo è molto relativamente sulle pietre nere. Intanto, la pulizia radicale operata ha fatto riemergere tracce di antica pittura. Come tutte le facciate delle cattedrali gotiche, infatti, anche quella di Amiens era ricca di colore, statue e affreschi che vibravano di ori di blu e di rossi. Non pochi specialisti si mostrano però diffidenti. Stephen Murray, ad esempio, storico dell' arte americana nonché titolare di un corso dedicato proprio ad Amiens all' Università Columbia di New York, è contrario a un restauro del colore, soprattutto perché su statue e affreschi si sono succeduti almeno fino al sedicesimo secolo, numerosi strati di pittura. La scelta di ripristinare uno di essi, spiega, finirebbe con l' essere inevitabilmente arbitraria. Ornella Rota


SCENARI FUTURI L' aumento della temperatura porterà un terremoto nei parassiti delle piante
Autore: ACCATI ELENA

ARGOMENTI: METEOROLOGIA, ECOLOGIA, ZOOLOGIA, ANIMALI
LUOGHI: ITALIA
NOTE: 074

IN questi ultimi anni gli esperti hanno notato lievi cambiamenti nel clima e un incremento dell' anidride carbonica. Per i prossimi cinquant' anni si prevede il verificarsi di cambiamenti ancora più significativi, quali un aumento della temperatura su tutto il globo terrestre, dell' anidride carbonica, dell' umidità relativa. Molti pensano che questi mutamenti atmosferici siano la conseguenza dell' aumento nella troposfera di alcuni gas rari. Ricercatori europei e americani hanno iniziato affascinanti esperienze che hanno lo scopo di prevedere quali effetti i succitati cambiamenti climatici avranno sull' impatto di parassiti animali e vegetali delle piante coltivate. Anche se occorreranno ancora approfondimenti per formulare considerazioni conclusive, i primi dati sono stati presentati suscitando grande interesse al convegno della Società internazionale di patologia vegetale che si è tenuto recentemente a Montreal. L' importanza di tali tematiche si comprende facilmente se si pensa che annualmente vengono persi quantitativi ingenti di derrate alimentari che potrebbero servire per quelle popolazioni la cui alimentazione è assai precaria. L' incremento dell' anidride carbonica, causando l' aumento della fotosintesi, altererà significativamente la composizione chimica delle piante; quindi verranno a essere modificati anche i rapporti tra la vegetazione e gli insetti che si nutrono delle varie parti delle piante provocando, ad esempio, la riduzione della popolazione di alcuni di questi parassiti. L' aumento globale della temperatura invece sembra influenzare in modo sorprendente la durata e il numero dei cicli riproduttivi di insetti e di acari, con la conseguenza di alterare il loro numero complessivo. D' altra parte, nel caso di funghi e di batteri patogeni delle piante, l' aumento di temperatura, dell' umidità relativa, dell' anidride carbonica, dell' ozono, dei raggi ultravioletti potranno alterare le funzioni fisiologiche della pianta con conseguenze difficilmente prevedibili L' incremento dell' anidride carbonica può portare a un minore contenuto di azoto delle foglie, fatto che può favorire questi funghi e batteri in grado di svilupparsi meglio in quei tessuti poveri di tale elemento chimico. Inoltre le variazioni delle condizioni termiche potranno influenzare in modo significativo la capacità di sopravvivenza di alcuni funghi e batteri parassiti. Questo fatto potrebbe comportare lo spostamento in aree geografiche nuove di parassiti incapaci di sopravvivere attualmente in queste zone. L' aumento dell' incidenza dei raggi ultravioletti sulla superficie fogliare indurrà probabilmente un cambiamento significativo di funghi, lieviti, batteri presenti sulla superficie delle foglie: sopravviveranno in quantità maggiore e quindi prenderanno il sopravvento quei microorganismi dotati geneticamente di maggiore resistenza ai raggi ultravioletti. Considerato però che questi parassiti presenti sulle foglie sono saprofiti, ossia microorganismi che tengono a freno gli organi di moltiplicazione dei parassiti dannosi, ne deriverà che il loro cambiamento potrà determinare un aumento o una diminuzione della capacità di aggredire le piante da parte dei parassiti. Potrà accadere così che alcuni parassiti, oggi normalmente presenti nei nostri ambienti tendano a perdere la loro importanza economica, mentre altri considerati secondari diventino fonte di gravi danni per le colture Elena Accati Università di Torino


UN RICORDO DEL FISICO SCOMPARSO Il mio amico Eduardo Caianiello «Era un vulcano di idee, dai neutrini alla cibernetica»
AUTORE: REGGE TULLIO
ARGOMENTI: FISICA, RICERCA SCIENTIFICA
PERSONE: CAIANIELLO EDUARDO
NOMI: CAIANIELLO EDUARDO
LUOGHI: ITALIA
NOTE: 074

EDUARDO Caianiello, fisico teorico di fama internazionale, si è spento alcuni giorni fa dopo una breve malattia. Aveva 72 anni ed era professore emerito dell' Università di Salerno, dove era stato tra l' altro, il fondatore della Facoltà di Scienze. L' attività di ricerca svolta da Caianiello aveva toccato molti settori, anche tra loro lontani: la teoria dei quanti, la dinamica dei processi collettivi, le funzioni boleane, la cibernetica. Si deve a lui il Laboratorio di cibernetica del Cnr a Napoli. LAUREATOSI in fisica nel 1944, Eduardo Caianiello si era perfezionato negli Stati Uniti a Rochester e aveva poi insegnato in varie università italiane sempre lasciando un' impronta molto personale. La mia amicizia con Eduardo è durata quasi quarant' anni e cioè dal tempo in cui io ero un giovane laureato e lui un affermato fisico teorico italiano, anzi napoletano verace costretto dalla burocrazia statale a vivere ed a lavorare a Torino: e infatti appena gli fu possibile tornò alla sua adoratissima Napoli. Eduardo era un vulcano di idee che andavano dalla fisica del neutrino alla teoria quantistica dei campi, aveva una straordinaria capacità di inventare e sviluppare i formalismi matematici più strani per poi applicarli a complessi problemi di particelle elementari. Possedeva inoltre una simpatia e un carisma naturale con cui riusciva a entusiasmare i giovani per condurli poi a imprese scientificamente coraggiose. Non era ovviamente tagliato per il lavoro del portaborse e il suo carisma mi catturò e mi influenzò profondamente nella scelta dei problemi e nella visione delle cose. Eduardo si adoperò generosamente per mandarmi negli Stati Uniti con una borsa di studio e vi rimasi oltre due anni. Al ritorno lo ritrovai in piena ebollizione e con grandi idee. In questa sua azione diede un grandissimo contributo al rinnovamento culturale e scientifico della città fondando a Napoli la Scuola di perfezionamento in Fisica Teorica e Nucleare di cui rimase per lungo tempo direttore. Caianiello era uomo di grandi vedute e di vasti interessi e si occupo' anche e con successo di cibernetica. Il Laboratorio Cnr di Cibernetica di Arco Felice (Napoli) fu da lui fondato e diretto fino al 1977, epoca in cui si trasferì a Salerno Non si contano i titoli e le onorificenze che gli furono concesse. Eppure Eduardo non era uomo di carattere facile, e non sempre i suoi collaboratori riuscivano a resistere a lungo sotto la sua tutela, per cui molti sono poi salpati in cerca di altri lidi. A Napoli praticamente tutti i fisici sono stati allievi di Caianiello ma non ne ho tuttavia mai incontrato alcuno che, pur nel dissenso, fosse meno che riconoscente per l' aiuto ricevuto quando questo contava e non mi abbia professato la sua ammirazione per il Maestro La sua onestà personale e il suo grande livello intellettuale e scientifico erano fuori discussione e ponevano fine a ogni eventuale risentimento. La fisica italiana piange ora la sua scomparsa: con lui se n' è andato uno dei protagonisti della scienza italiana del dopoguerra, uno dei pochi ricercatori che grandemente contribuirono a ristabilire il prestigio del nostro paese dopo le sciagure del periodo bellico. Tullio Regge Università di Torino


IN BREVE Con il clima più caldo peggiorano le allergie
ARGOMENTI: METEOROLOGIA
LUOGHI: ITALIA
NOTE: 074

Secondo uno studio dell' Università di North London, è probabile che i cambiamenti climatici causati dal caldo che ha investito il nostro pianeta modifichino in futuro i tempi, i luoghi e le quantità di pollini in Europa, con conseguenze negative per i pazienti affetti da allergie, come raffreddore da fieno, rinite e asma. Molte piante infatti fioriscono più presto e hanno periodi di attività più lunghi. L' unica parte d' Europa in cui questi cambiamenti possono rappresentare un vantaggio per i soggetti allergici è il Mediterraneo del Sud, dove la siccità accorcia la stagione delle piante allergeniche.


IN BREVE Italia: poca ricerca pochissimi brevetti
ARGOMENTI: RICERCA SCIENTIFICA
LUOGHI: ITALIA
NOTE: 074

Secondo i dati Sniaricerche, la spesa per ricerca e sviluppo in Italia nel 1990 è stata pari all' 1. 3 per cento del prodotto interno lordo, raggiungendo in totale la cifra di 17 miliardi di lire. Questa situazione pone l' Italia all' ultimo posto tra i Paesi industrializzati, con un distacco significativo dalla Germania (2, 8 per cento del Pil), dalla Francia (2, 4 per cento) e dalla Gran Bretagna (2, 2 per cento). Anche sotto il profilo della produttività, la situazione appare poco brillante. Dalle domande di brevetto presentate nel 1991 all' Ufficio europeo dei brevetti risulta infatti che l' Italia ne ha depositate circa duemila, contro le 4500 della Francia e le 10. 500 della Germania.


IN BREVE Farfalle tropicali e insetti robot
ARGOMENTI: ZOOLOGIA
LUOGHI: ITALIA
NOTE: 074

Dal 13 novembre al 13 febbraio, in viale Cristoforo Colombo angolo viale delle Accademie, «Insectarium», grande mostra di scienza spettacolarizzata dedicata al mondo degli insetti. Oltre alle collezioni classiche, anche otto giganteschi robot ingranditi fino a 600 volte il reale. Visite guidate e agevolazioni per le scuole telefonando allo 06. 54. 06. 808.


IN BREVE Raccolta differenziata cresce l' interesse
ARGOMENTI: ECOLOGIA
LUOGHI: ITALIA
NOTE: 074

La carta, la plastica e l' alluminio raccolti separatamente hanno fatto registrare, nei primi sei mesi di quest' anno, un moderato incremento rispetto al ' 92. Stesso trend anche per pile e vetro, con l' eccezione di qualche Comune. Va male invece la raccolta di farmaci scaduti. L' incremento maggiore si è verificato a Milano.


IN BREVE Gli italiani odiano gli inceneritori
ARGOMENTI: ECOLOGIA
LUOGHI: ITALIA
NOTE: 074

Nella Hit Parade dei servizi che incontrano più ostilità da parte degli utenti, al primo posto ci sono gli inceneritori, al secondo le discariche. Gli addetti ai lavori parlano di attività «a rischio di dissenso».


IN BREVE In edicola minidischi per archiviare di tutto
ARGOMENTI: INFORMATICA
LUOGHI: ITALIA
NOTE: 074

Arriva in edicola una nuova linea per personal computer, studiata da IBM e De Agostini per un pubblico di studenti, professionisti e piccoli imprenditori. Si chiamano LetterPerfect e Contabilità, non richiedono alcuna particolare preparazione tecnica e servono per trattare qualsiasi tipo di documento.


IN BREVE A Rino Rappuoli il Premio Galeno 93
ARGOMENTI: RICERCA SCIENTIFICA
NOMI: RAPPUOLI RINO
LUOGHI: ITALIA
NOTE: 074

Per i suoi vaccini ricombinanti il dottor Rino Rappuoli è stato insignito del Premio Galeno 1993. Con lui, è stato premiato anche il Laboratorio Glaxo, per la Lacidipina. Al geologo Dowgiallo il Premio Bacci 93 Il Premio biennale A. Bacci per l' idroclimatologia è stato assegnato quest' anno al dottor Jan Dowgiallo, idrogeologo dell' Università di Varsavia e attuale ambiasciatore della repubblica polacca in Israele, per le sue ricerche sulle acque sotterranee, in particolare quelle salutari.


IN BREVE Benzina verde vendite a gonfie vele
ARGOMENTI: TRASPORTI, ECOLOGIA
LUOGHI: ITALIA
NOTE: 074

I consumi di benzina verde sono cresciuti, nei primi otto mesi di quest' anno, del 99. 9 per cento rispetto allo stesso periodo dell' anno precedente. E' il risultato della maggior diffusione delle auto con marmitta catalitica. Il carburante preferito dagli italiani resta comunque sempre la «super» con piombo.


INFORMATICA Calcoliamo lo sconto del market Sesta puntata
Autore: MEO ANGELO RAFFAELE, PEIRETTI FEDERICO

ARGOMENTI: INFORMATICA, DIDATTICA
LUOGHI: ITALIA
NOTE: 075

RIPRENDIAMO a parlare di scatole: il nome di una scatola può comparire a sinistra oppure a destra del simbolo «= », con un significato molto diverso nei due casi. Quando scriviamo: CIRCONF = 2 * 3. 14 * 10 chiediamo al calcolatore di eseguire il calcolo indicato a destra del segno «= » (cioè 62. 8) e di porre il risultato nella scatola di nome CIRCONF. Quindi il simbolo «= » significa «poni nella scatola il cui nome ho appena indicato». Se invece scriviamo: CIRCONF = 2 * 3. 14 * RAGGIO il nome della scatola che compare a destra del segno «= » ha il significato di «contenuto della scatola di nome RAGGIO». Se, nel momento in cui il calcolatore esegue il comando, RAGGIO contiene il numero 100, il risultato dell' espressione aritmetica 2 * 3. 14 * RAGGIO vale 628 e questo numero viene messo nella scatola di nome CIR CONF. Conviene meditare con attenzione sul comando I = I più 1 che i programmatori utilizzano spesso e che un bravo matematico inesperto di programmazione è portato a considerare un errore, perché I non può essere uguale a I più 1. La spiegazione di questo nonsenso matematico è molto semplice: il simbolo «= » non indica uguaglianza, ma l' ordine di mettere nella scatola di nome I il risultato dell' espressione aritmetica I più 1. Vediamo l' ordine con cui il calcolatore procede: 1) Le scatole indicate a destra del segno = vengono scoperchiate per estrarne i contenuti. Nel nostro caso si scoperchia la scatola di nome I. 2) Si esegue il calcolo indicato nell' espressione aritmetica a destra dell' uguale. Nel nostro caso il contenuto della scatola I più 1. 3) Si pone il risultato del calcolo nella scatola a sinistra del segno =, ovvero nel nostro caso in I. In sostanza il comando I più 1 incrementa di 1 il contenuto della scatola I. Abbiamo visto nella scheda della scorsa settimana che il comando PRINT, seguito da un' espressione aritmetica, ci consente di eseguire calcoli anche molto complicati con pochissimo spazio. Ora scopriamo che anche i contenuti di scatole nere possono essere utilizzati nelle espressioni aritmetiche. Così la nostra calcolatrice diventa ancora più potente. Supponiamo di voler controllare il conto di un grande magazzino dove ci avevano promesso lo sconto del 30%. Prima calcoliamo il totale lordo, ad esempio: LORDO = 50700 più 31500 più 5700 e poi scriviamo NETTO = LORDO 0. 3 * LORDO e infine PRINT NETTO In alternativa possiamo scrivere direttamente, al posto dei due ul timi comandi: PRINT LORDO 0. 3 * LORDO Consideriamo ora le due scatole FALCO e SPARVIERO, con FALCO = 15 e SPARVIERO = 5 Vediamo che cosa succede dando al calcolatore l' istruzione FALCO = SPARVIERO Quando il calcolatore riceve questa istruzione cerca la scatola di nome FALCO, toglie il numero 15 che si trovava nella scatola, cerca la scatola SPARVIERO, la apre, ne legge il contenuto in questo caso il numero 5, e lo mette in FALCO. A questo punto le due scatole nere FALCO e SPARVIERO contengono lo stesso numero 5 e se scriviamo PRINT FALCO e PRINT SPARVIERO il calcolatore visualizza, in entrambi i casi, il numero 5. E' quindi il contenuto di SPARVIE RO, ossia della scatola indicata a destra dell' uguale, che viene inserito in FALCO, ovvero nella scatola indicata a sinistra dell' uguale e non viceversa. Se scriviamo invece SPARVIERO = FALCO le due scatole, dopo l' esecuzione dell' istruzione, conterranno il numero 15. Si tratta di un' operazione di copiatura, non di trasferimento: nella scatola da cui prelevo il contenuto, rimane il vecchio numero. Anche con le scatole rosse è possibile copiare il contenuto di una scatola in un' altra. Ad esempio, se GIALLO1$ = «SOSPETTO» e GIALLO2$ = «PSYCO» l' istruzione GIALLO1$ = GIALLO2$ porta la stringa «PSYCO» in entrambe. L' operazione di addizione si applica anche alle scatole rosse. In questo caso le stringhe contenute nelle due scatole risulteranno concatenate, ossia ai caratteri della prima stringa seguono, uno dopo l' altro, quelli della seconda stringa. Ad esempio, con FIABA1$ = «BIANCA» e FIABA2$ = «NEVE» se diamo l' istruzione FIABA3$ = FIABA1$ più FIABA2$ PRINT FIABA3$ il calcolatore visualizza BIANCANEVE Se vogliamo separare le parole contenute nelle scatole, dobbiamo inserire uno spazio vuoto fra una stringa e l' altra. Ad esempio: BIRD1$ = «Picchio» BIRD2$ = «Rosso» BIRD3$ = «Maggiore» BIRD4$ = BIRD1$ più BIRD2$ S più BIRD3$ PRINT BIRD4$ e il calcolatore visualizza Picchio Rosso Maggiore


STRIZZACERVELLO Problemi di Lotto
Autore: PETROZZI ALAN

ARGOMENTI: GIOCHI
LUOGHI: ITALIA
NOTE: 075

Problemi di Lotto I 90 numeri del gioco del Lotto rappresentano un materiale ideale per inventare dei problemi di matematica ricreativa. Un primo utile esercizio potrebbe essere quello di calcolare quanti sono gli ambi, i terni, le quaterne e le cinquine che si possono realizzare con una tale massa di elementi, naturalmente gruppi tutti diversi tra loro e ciascuno privo di numeri uguali. Più impegnativa e stimolante potrebbe invece risultare la ricerca delle risposte ai seguenti quesiti: a) quante sono le possibili cinquine estraibili settimanalmente ad una ruota ammesso che tutte comprendano uno stesso ambo? b) e quante quelle che comprendono uno stesso terno? Le risposte domani, accanto alle previsioni del tempo. (A cura di Alan Petrozzi)


LA PAROLA AI LETTORI Troppi sforzi per il muscolo, ed ecco il crampo
LUOGHI: ITALIA
NOTE: 075

Perché vengono i crampi? I crampi sono causati da sforzi fisici troppo intensi o troppo protratti. Se l' organismo non riesce a fornire ai muscoli abbastanza ossigeno, il loro funzionamento diventa irregolare. L' acido lattico prodotto dal muscolo si accumula e causa i crampi, dolorosi ma poco pericolosi. Durante e dopo lo sforzo fisico, i muscoli si contraggono fortemente e involontariamente e diventano molto duri. In questi casi fanno bene i massaggi e i bagni caldi, perché stimolano la circolazione, facilitando l' arrivo di ossigeno e l' eliminazione delle tossine. Viviana Fidone, IIIB SMS Gobetti, None (TO) I crampi presentano due caratteristiche: contrattura e dolore. Può essere colpito un solo muscolo oppure parecchi elementi contemporaneamente. Esistono anche crampi di origine psicologica, emotiva: se ne lamentano soprattutto le persone ansiose. Sara Prando Vercelli I crampi sopravvengono più frequentemente durante i periodi freddi dell' anno. Il motivo è sempre lo stesso, se non che in quei giorni è più difficile riscaldare i muscoli e quindi renderli più pronti alle risposte nervose involontarie. Chi è soggetto a frequenti crampi muscolari dovuti ad affaticamento dovrebbe seguire una dieta a base di fagioli, riso e banane. Questi alimenti contengono infatti abbondanti quantità di triptofano, un amminoacido ricco di potassio, essenziale quindi all' elasticità muscolare. Fabio Paiola Cuorgnè (TO) Il crampo è anche una malattia professionale. Si conoscono il crampo dello scrivano e quello del pianista, detto cheirospasmo. Aldo Bertolotto, Savona Che differenza c' è tra i granelli di sabbia di una spiaggia e quelli di un deserto? La sabbia del deserto è finissima, il granello estremamente ridotto, di dimensioni tali da poter essere trasportato dal vento. La sabbia della spiaggia è invece trasportata dall' acqua, che è un fluido meno rarefatto e può quindi trasportare granelli più grossi. Inoltre i due tipi di sabbia hanno composizione chimica diversa, perché sono il prodotto dell' erosione di rocce diverse. Luigi Vallino Saluggia (VC) La differenza è abissale. I granelli di sabbia di una spiaggia sono generati dal continuo rimaneggiamento prodotto dal moto ondoso, presentano scarso arrotondamento e superfici grezze. I granelli di sabbia desertica, invece, prodotti dal disfacimento termico delle rocce e trasportati dal vento, presentano forme tendenzialmente arrotondate e superfici finemente levigate. In genere, una stessa popolazione di granellini desertici presenta dimensioni quasi identiche. Con una lente d' ingrandimento e un po' di pazienza si potrà facilmente stabilire se un campione di sabbia proviene da un deserto africano o da una spiaggia di Rimini. Giovanni Bellotti Domodossola (NO) Perché nelle praterie crescono così pochi alberi? Per tre ordini di motivi: per l' opera di disboscamento e sfalciamento periodico dell' uomo, che ha bisogno si creare e mantenere nuove zone da adibire alle culture e al pascolo del bestiame; per l' azione degli erbivori, che impediscono o limitano la crescita di una vegetazione arborea. E per cause naturali, cioè per le particolari condizioni climatiche del luogo, dove le specie erbacee e soprattutto quelle appartenenti alla famiglia delle graminacee prendono il sopravvento su alberi e arbusti, più esigenti in fatto di umidità e calore. Così succede ad esempio, nelle praterie di alta quota che si sviluppano naturalmente sopra il limite del bosco. Raffaella Gastaudo Pecetto (TO) Perché terremoti e vulcani av vengono nelle stesse parti del mondo, e non dappertutto? La crosta terrestre non è tutta unita, ma è suddivisa in diverse parti, chiamate placche, di dimensioni più o meno grandi. Al di sotto della crosta terrestre si trova l' astenosfera, che è costituita da magma. Al suo interno, dato l' alto calore del magma, si formano moti convettivi che provocano lo spostamento delle placche. Sia l' avvicinamento sia l' allontanamento delle placche formano zone di minor resistenza alla pressione del magma, permettendone quindi la salita in superficie. E' l' instabilità della crosta terrestre in corrispondenza delle fratture fra le placche che causa i fenomeni vulcanici e in conseguenza quelli sismici. IIIG, SMS Vochieri Alessandria


Chi sa rispondere?
LUOGHI: ITALIA
NOTE: 075

In che modo i fiumi modificano i terreni sui quali scorrono? Quali sono gli alberi che vivono più a lungo? Che altezza può raggiungere la pulce saltando? Quando si cominciarono a portare gli occhiali? E chi li aveva inventati?


Distributore automatico Tazze intelligenti Due percorsi diversi per bevande calde e fredde. Un carosello spinge ogni bicchiere sotto il suo beccuccio
LUOGHI: ITALIA
TABELLE: D.
NOTE: 075

Il distributore automatico, soprannominato «bollitore intelligente», funziona in modi diversi per le bevande calde e quelle fredde. Ogni bevanda calda ha una polvere pre impacchettata sul fondo di ogni bicchiere di plastica. Questi sono impilati in modo che la base dell'uno forma un sigillo a prova d'aria per quello che gli sta sotto. Quando si mettono le monete nell'apposita fessura, queste vengono controllate automaticamente per vedere se sono sufficienti. Se la bevanda selezionata è del tipo caldo, un contenitore mobile, detto «carosello», ruota finché i bicchieri che contengono la polvere giusta si trovano di fronte a un braccio che oscilla e afferra il bicchiere più in basso. Esso viene poi piazzato sotto un beccuccio, che preleva acqua calda da un serbatoio. Le bevande fredde, fanno invece un'altra strada, perché i loro tre ingrediente sono immagazzinati in un frigorifero, in un cilindro di anidride carbonica e in una riserva di concentrato per bevande frizzanti. Quando viene selezionata una bevanda fredda, il «carosello» lascia andare un bicchiere. L'acqua fredda addizionata di anidride carbonica e il ocncentrato raggiungono beccucci diversi e la bevanda si mescola direttamente nel bicchiere. Un braccio a leva nel «carosello» sente quando in una particolare pila è rimasto un solo bicchiere e fa comparire la scritta «esaurito». L'acqua calda è mantenuta a una temperatura costante di circa 85 grazie a uno scalda acqua elettrico collegato a un termostato: al di sotto dei 70 ci sarebbero infatti problemi di igiene, al di sopra dei 90 la plastica dei bicchieri si affloscerebbe. La giusta quantità di acqua per ogni bevanda è regolata da una valvola, che si apre per un tempo prefissato per ogni bevanda. La combinazione di acqua calda e d'elettricità è potenzialmente pericolosa perciò i distributori automatici di bevande sono dotati di particolari dispositivi di sicurezza.


VACCINO ANTI INFLUENZA Siete favorevoli o contrari? Due scuole di pensiero a confronto
LUOGHI: ITALIA
NOTE: 073

OGNI anno, all' inizio dell' autunno, riprende la campagna del vaccino contro l' influenza, con le raccomandazioni sulla sua utilità soprattutto per le persone anziane. E ogni anno ritorna puntuale il dibattito tra i favorevoli e gli scettici. Sappiamo tutti che la medicina non è una scienza esatta, ma dobbiamo anche sapere che la moderna medicina pone i suoi fondamenti sul metodo scientifico e tale deve essere il parametro a cui noi medici dovremmo riferirci quando proponiamo una terapia. In tema di vaccinazioni, il termine di riferimento è il rapporto tra il rischio della malattia e il beneficio della prevenzione. Riferendoci, ad esempio all' influenza, il rischio di contrarre la malattia nell' età adulta o infantile è reale, ma la sua pericolosità in termini di complicazioni è bassa, per cui il beneficio di un' eventuale prevenzine vaccinale è decisamente limitato. Diverso è il discorso per i soggetti anziani e debilitati, per i quali il rischio di contrarre l' influenza è simile a quello delle altre età, ma la pericolosità delle complicazioni decisamente elevata: in questo caso il beneficio di una prevenzione vaccinale può diventare importante. Nei tempi antichi, il fatto che, periodicamente, in una certa popolazione, molti si ammalassero contemporaneamente, fece pensare a un' «influenza» degli astri. Di qui il suo nome. All' inizio di questo secolo, dopo l' epidemia di «spagnola» del 1918, un' influenza particolarmente grave che provocò più di 20 milioni di morti, venne finalmente identificato l' agente responsabile: un piccolo virus sferico della famiglia degli Orthomixovirus. Per fortuna, da allora, le epidemie che ogni anno, ma con riacutizzazioni circa ogni dieci anni, si ripresentano dappertutto nella stagione invernale, hanno avuto minore gravità. In parte per le migliori condizioni di salute generali e le più potenti armi di difesa che nel frattempo sono state approntate, ma probabilmente anche per una minore virulenza dei ceppi virali responsabili. L' influenza, di solito benigna, può però avere delle complicazioni. La più frequente è l' estendersi dell' infezione virale dalle prime vie aeree ai polmoni, con conseguente polmonite. Altre volte questa è dovuta a batteri che si sovrappongono approfittando delle diminuite difese dell' organismo. In questi casi la febbre, anziché scomparire dopo due o tre giorni, persiste; aumenta la tosse, sempre secca, ma più insistente nella polmonite virale, con catarro purulento in quella batterica. Molto più rare, ma più gravi, sono le complicanze meningo encefalitiche. Alcuni sottotipi di virus influenzali, come fu quello del 1918, possono attaccare il sistema nervoso con conseguenze anche mortali. Le cosiddette «influenze intestinali» con nausea, vomito, diarrea, sono invece dovute a virus di famiglie diverse da quelle dell' influenza classica e si propagano quindi indipendentemente da essa.


Il fronte del «no» Uno scettico di nome Sabin «Ne abbiamo vaccinati tanti, ma è servito a poco»
Autore: PROIETTI LUCIANO

ARGOMENTI: MEDICINA E FISIOLOGIA
LUOGHI: ITALIA
NOTE: 073. Vaccino anti influenza

A un meeting svoltosi negli Usa nel gennaio 1985, il Vaccines and Related Biological Products Advisory Committee del Center for Control of Infectious Diseases di Atlanta presentò alcuni studi che dimostravano il fallimento della vaccinazione nella prevenzione dell' influenza. Sullo stesso argomento si espresse nel dicembre 1985 il professor Sabin, in visita in Italia, nel corso di una lezione magistrale presso l' Ordine dei Medici di Piacenza. Disse Sabin in quell' occasione: «Se consideriamo un periodo di sette anni (dei quali tre senza e quattro con epidemia influenzale), osserviamo che nei tre anni che non hanno registrato epidemie, il 30 per cento della popolazione è stata colpita da sindrome influenzale: nei quattro anni con epidemie, soltanto il 4 per cento in più. I virus dell' influenza, scoperti circa 50 anni fa, sono la causa solamente del 10 per cento delle malattie respiratorie acute negli anni in cui non vi è epidemia e del 15 20 per cento negli anni con epidemia: molti altri virus sono interessati. A proposito della vaccinazione antinfluenzale, così spesso raccomandata dalle autorità sanitarie, devo dire che da più di quarant' anni vacciniamo tanta gente negli Stati Uniti, ma i vaccini non hanno assolutamente funzionato. «Dal 1970 in poi vi è stata, nei Paesi industrializzati, una costante diminuzione del tasso di mortalità per polmonite e altre complicazioni, ma questo non è dovuto a nessun vaccino in particolare, bensì alle leggi che hanno reso possibile ai meno abbienti un certo tipo di assistenza socio sanitaria. Non vedo per il futuro nessuna possibilità di controllo di queste malattie respiratorie con dei vaccini». Sull' innocuità del vaccino o, meglio, sugli effetti indesiderati, la letteratura ci offre numerosi dati che si possono riassumere nelle poche righe che il foglietto illustrativo del vaccino influenzale dedica a questa voce: «In occasione della somministrazione del vaccino antinfluenzale si possono rilevare lievi e brevi reazioni locali (eritema e dolorabilità in sede dell' iniezione) e raramente reazioni sistemiche (febbre, brividi, malessere, cefalea) o manifestazioni allergiche. Molto raramente possono manifestarsi, come per altri vaccini, disturbi neurologici post vaccinali anche gravi». I termini «raramente» e «molto raramente» non sono scientifici in quanto non definiscono la percentuale probabile di incidenza delle complicazioni. Il dottor Seal del National Institute of Allergy and Infectious Diseases ha affermato che qualsiasi vaccino antinfluenzale è in grado di provocare la sindrome di Guillame Barrè. Uno studio finanziato e controllato da una commissione del governo americano sull' innocuità di un vaccino antinfluenzale rilevò, nel 1976, 565 casi di paralisi di Guillame Barrè sicuramente correlati al vaccino, come pure la morte «inspiegata» di 30 soggetti anziani. Sul Medico d' Italia (n. 23, 12 febbraio 1992) il dottor Rossi, cardiologo di Novara, citava l' osservazione personale di 13 soggetti di età compresa tra i 55 e i 75 anni affetti da miocardiopatia dilatativa i quali, in condizioni di stabilità clinica e di compenso cardiaco, effettuarono la vaccinazione antinfluenzale. A distanza di 15 20 giorni, con costante relazione temporale, presentarono scompenso cardiaco grave Tale complicanza si poteva correlare solamente al vaccino in quanto nessun familiare aveva presentato sintomi influenzali e non vi era in atto un' epidemia. Purtroppo tali rilevazioni sono limitate alla serietà professionale e all' attenzione dei singoli medici, mentre sono pressoché assenti gli organismi pubblici che dovrebbero per compito istituzionale sorvegliare sulla nostra salute. Il dibattito parlamentare del novembre ' 92, in occasione della vicenda del vaccino antiparotite, ha messo in evidenza come il sistema di rilevazione italiano non sia in grado di funzionare: la scheda informativa va compilata solo per le vaccinazioni eseguite personalmente dai pediatri (di solito poche) e non sulle vaccinazioni eseguite dagli organi delle Usl. In caso di effetti collaterali o di danni precoci o tardivi da vaccinazioni eseguite nelle Usl, sono i medici di base o i pediatri che vengono chiamati, ma questi non sono obbligati a notificare il fatto, cosicché il medico vaccinatore che dovrebbe raccogliere i dati ne resta all' oscuro. E' quindi scientificamente ed eticamente sconveniente proporre nuovi vaccini se non esiste un sistema di notifica dei probabili effetti collaterali. L' ultimo aspetto da affrontare, ma di non poco conto, è quello dell' informazione che solitamente viene prodotta in modo incompleto dagli organi di stampa o dalle ditte produttrici: quanti anziani sanno che sono controindicazioni assolute alla vaccinazione l' allergia all' uovo o una terapia cortisonica in corso o conclusa da poco? Quanti sanno che tra le «Speciali precauzioni per l' uso» è scritto che «durante la vaccinazione devono essere disponibili farmaci d' emergenza per il trattamento di eventuali reazioni allergiche (adrenalina 1: 1000) » ? O che «una prudenza del tutto particolare si deve osservare nei bambini con tendenza alle convulsioni e in genere nei soggetti allergici all' anamnesi personale e familiare» ? Concludo con la risposta un po' risentita, ma corretta, che il prof. Pagni, presidente della Simg (Società Italiana di Medicina Generale), scrisse nel 1985 al professor Sabin: «Solo uno studio epidemiologico serio, condotto su una vasta popolazione del nostro Paese, consentirà di confermare o di smentire la tesi un po' avventurosa di Sabin». Tale tipo di controllo nel nostro Paese non è mai stato fatto; sarebbe qualificante per le nostre autorità sanitarie «Siamo veloci a tirare il grilletto dell' immunizzazione, ma siamo lenti ad esaminare le conseguenze della nostra azione». (Robert Mendelsohn. Associate Professor of Preventive Medicine and Community Health. University of Illinois). Luciano Proietti


IL FRONTE DEL SI' Vaccinatevi] Non c' è altro da fare
Autore: LEVI MARINA

ARGOMENTI: MEDICINA E FISIOLOGIA
LUOGHI: ITALIA
NOTE: 073. Vaccino anti influenza

NON esistono, al momento attuale, farmaci capaci di distruggere il virus influenzale. Gli antibiotici non sono efficaci e il loro uso è giustificato solo in persone che corrono, perché più deboli o già ammalate, il rischio di complicanze batteriche, oppure in caso di polmonite. Utilizzarli indiscriminatamente può al contrario provocare la comparsa di ceppi di batteri resistenti a quegli antibiotici. Per combattere la febbre sono utili i farmaci antifebbrili, come il paracetamolo o i salicilati. Contro la tosse, espettoranti e sedativi della tosse e umidificazione dell' ambiente La miglior cura è comunque ancora quella dei nostri avi: il riposo a letto. Importante è, soprattutto negli anziani, combattere la disidratazione con abbondanti liquidi e un' alimentazione con cibi leggeri e nutrienti. L' arma più efficace oggi a disposizione contro l' influenza è un' arma preventiva: il vaccino. Efficace sì, ma solo parzialmente. L' iniezione di una dose di vaccino induce infatti, dopo un paio di settimane, una protezione che va dal 60 al 75 per cento. Chi è alla prima vaccinazione, deve fare un' iniezione di richiamo a distanza di un mese. Chi l' ha già fatta in passato, deve ripeterla con il vaccino più attuale all' inizio di ogni inverno. La ragione di questa protezione limitata sta nelle caratteristiche particolari del virus influenzale: piccolo (80 120 millimetri), di forma sferica, con una membrana di lipidi che racchiude al suo interno otto filamenti di Rna (acido ribonucleico) che codificano le caratteristiche di due tipi di protuberanze poste all' esterno. Queste, denominate con le sigle H e N, servono per l' aggancio e la penetrazione del virus nelle cellule dell' organismo che viene infettato. Come tutti i virus, anche quelli dell' infuenza, infatti, non possono replicarsi se non all' interno di una cellula ospite. Veicolati dunque attraverso le goccioline di saliva emesse con il respiro (uno sternuto può generare fino a due milioni di particelle di aerosol, un colpo di tosse novantamila: e bastano dieci particelle virali per provocare infezione] ), penetrano nelle vie aeree superiori e con le loro protuberanze H e N ne infettano le cellule. Al loro interno si moltiplicano, le danneggiano provocando i sintomi influenzali e ne fuoriescono per provocare nuove infezioni. Oltre che dell' uomo, possono essere ospiti anche di numerosi volatili e dei suini, che si suppone siano i serbatoi del virus tra un' epidemia e l' altra. In questi numerosi passaggi avvengono spesso delle mutazioni nei filamenti di Rna, che a loro volta provocano cambiamenti nelle caratteristiche delle protuberanze H e N. H e N sono i cosiddetti «antigeni», cioè quelle parti che causano, quando penetrano in un organismo, oltre che l' infezione anche la produzione di sostanze, chiamate anticorpi, capaci di neutralizzare il virus e indurre dopo qualche giorno la guarigione dalla malattia. Il vaccino sfrutta proprio questa proprietà: inoculando virus uccisi, si provoca la produzione di anticorpi che, al momento del contatto con i virus vivi, saranno capaci di neutralizzarli. Poiché però, come abbiamo visto, le caratteristiche del virus sono assai mutevoli, i vaccini possono spesso essere inefficaci. Ogni anno quindi, appena viene segnalata una nuova epidemia, se ne appronta una nuova versione, che in genere contiene tre diversi virus. Le sigle che li contraddistinguono indicano il ceppo (che può essere A, B o C), il luogo dove è stato individuato, e le caratteristiche antigeniche (H e N). Quest' anno abbiamo: A/Pechino/32/92 (H3N2), B/Panama/45/90 e A/Singapore/6/86 (H1N1), l' unico uguale a quello dell' anno scorso. I vaccini, prodotti con virus inattivati, sono attualmente molto purificati e causano scarse reazioni: raramente lieve febbre dopo 8 12 ore o scarso arrossamento in sede di puntura. Possono essere somministrati anche a soggetti con un deficit immunitario ma sono sconsigliati durante malattie febbrili e in gravidanza. Poiché i virus, per ottenerli, vengono coltivati in uova embrionate di pollo, sono assolutamente controindicati a chi è allergico all' albume d' uovo. Il vaccino viene consigliato e fornito gratuitamente in Italia da parte del Servizio sanitario nazionale a tutti quelli per i quali l' influenza può essere un rischio: ammalati cronici di patologie polmonari, cardiache o comunque debilitanti, anziani sopra i 65 anni, soprattutto quelli che vivono in comunità, e le persone che devono assisterli. Marina Levi


MOBILI ANTICHI La verità in un chiodo Come la tecnologia smaschera i falsi
Autore: RAVIZZA VITTORIO

ARGOMENTI: TECNOLOGIA
NOMI: DRESSER JOHN
LUOGHI: ITALIA
NOTE: 074. Antiquariato

LA passione per il mobile antico conquista un numero crescente di persone, e il mercato dell' antiquariato risponde come può alla richiesta, dato che la disponibilità di nuovi pezzi da recuperare si restringe sempre più. In una situazione del genere, il bidone è sempre dietro l' angolo. A parte i falsi puri e semplici, il rischio maggiore è quello di acquistare mobili spacciati per una certa epoca, in realtà più recenti. Un ausilio (non la soluzione di ogni dubbio) per una corretta datazione può essere costituito dalla tecnologia. Dice un restauratore: «Mi capita spesso di imbattermi in mobili in stile Luigi XVI impiallacciati con essenze i cui fogli hanno uno spessore di mezzo millimetro. Questo rivela che sono dei rifacimenti ottocenteschi; infatti la tecnica che consente di ottenere piallacci così sottili è stata messa a punto solo sul finire dell' 800». Se un mobile è stato costruito usando una certa macchina può essere sicuramento collocato «dopo» una certa data, quella della diffusione della macchina stessa. Nella seconda metà dell' 800, e anche nel ' 900, si è ripreso a costruire mobili secondo lo stile del ' 700 (Luigi XV e XVI) ma con le tecniche recenti; che oggi possono essere usate come spie. (Non vale invece il reciproco: le vecchie tecnologie continuarono a essere usate nelle piccole botteghe anche quando ormai da tempo in quelle maggiori erano state sostituite da macchinari moderni). La tecnica dell' impiallacciatura, ricorda Daniel Alcouffe, conservatore del Louvre, in un libro divenuto la bibbia del restauratore tecnologo, compare in Italia già nel Medioevo e si diffonde in tutta Europa nel ' 500 e ' 600. La struttura dei mobili, costituita da legni ordinari, veniva ricoperta con fogli di uno o più legni pregiati incollati (talvolta uniti ad altri materiali), spessi anche 5 millimetri e ricavati segando manualmente i tronchi nel senso della vena. Si usavano soprattutto noce, mogano, «bois de rose», radiche di legni pregiati. Materiali assai cari, per cui l' imperativo era quello di utilizzarli al meglio usando fogli sempre più sottili. E qui interviene la tecnologia. La prima sega meccanica, del tipo alternativo, risale al periodo intorno al 1650, ma la sua diffusione fu assai lenta. Poteva essere mossa dalla forza dell' uomo o da quella dell' acqua; la lama aveva un movimento di va e vieni non dissimile dalle seghe manuali. Data la sua relativa precisione, uno degli impieghi consisteva proprio nel taglio di assi sottili da usare nell' impiallacciatura. I segni lasciati sul legno hanno una caratteristica tipica di tutte le seghe meccaniche: sono tutti perfettamente paralleli, mentre quelli lasciati dal taglio manuale sono irregolari, con una forma lievemente arcuata che dipende dal movimento ondulante che il braccio imprime alla lama. Sul finire del ' 700 compare la sega circolare, costituita da un disco di acciaio dentato in rapida rotazione. Il primo brevetto per una macchina di questo genere fu concesso in Inghilterra a Samuel Miller il 5 agosto 1777, ma una sega utilizzabile praticamente comparve solo intorno al 1805 circa e il suo uso si diffonde solo intorno al 1840. Le assi tagliate con la lama circolare non possono superare una certa larghezza, corrispondente alla metà del diametro della lama stessa meno la metà del mozzo. Il brevetto della sega a nastro fu rilasciato in Inghilterra a William Newberry nel 1808, ma l' uso di questa macchina cominciò a diffondersi solo intorno al 1870. Un importante vantaggio era dato dal fatto che il nastro era assai più sottile del disco e quindi sprecava meno legno in segatura. Era anche assai più preciso di qualunque sistema precedente, sicché consentiva spessori assai più ridotti. Nel 1840 fu brevettata da Johm Dresser di Stockbridge, Massachusetts, una macchina, consistente in un tornio modificato, antenata delle moderne sfogliatrici, con cui dai tronchi fatti ruotare contro una robusta lama veniva ricavato un foglio sottile e continuo; la sfogliatrice, così come la tranciatrice, ideata da Samuel Bentham nel 1793 ma diffusasi solo a partire dal 1875 (qui la lama scorre sul tronco nel senso della lunghezza, traendone un foglio sottile, lungo e largo quanto il tronco stesso) sono all' origine dell' industria del compensato, ma possono avere importanza anche nella datazione di mobili antichi o presunti tali: i fogli tagliati con queste macchine hanno uno spessore costante, mentre in quelli tagliati a mano lo spessore varia sovente in modo vistoso. Sfogliatrici e tranciatrici ebbero effettiva applicazione soltanto a partire dagli ultimi decenni del secolo scorso. Un' altra «spia tecnologica» può essere costituita dalla piallatura meccanica; o dai chiodi. Per quasi tutto l' 800 i chiodi furono fatti a mano, avevano sezione quadrata e la testa a farfallina, in pratica due teste affiancate; in Italia una delle prime industrie di chiodi fatti a macchina, rotondi e con la testa altrettanto rotonda, fu la Chioderia di Avigliana, creata alla fine del secolo da un imprenditore francese, primo nucleo delle attuali acciaierie. Dunque i chiodi quadrati, o anche semplicemente i segni lasciati nel legno dovrebbero essere indice di antichità; adesso, però, qualcuno ha ricominciato a costruire chiodi a mano, complicando le cose. Indiscutibili (anche se non sempre facili da controllare dato che in genere occorre smontare il mobili) sono invece i segni lasciati dalle moderne frese usate per fare scanalature, incavi, sedi di tenoni, mortase e in generale per gli incastri; un tempo queste erano ricavate a mano con lo scalpello ed erano quindi a sezione quadrata e con il fondo molto irregolare. Al contrario la tenonatrice a punta cilindrica entrata in uso a fine ' 800 primi ' 900 lascia le due estremità semicircolari. Le più recenti mortasatrici a catena, poi, lasciano sezioni rettangolari come quelle antiche ma il fondo dell' incavo, se si toglie l' incastro, risulta semicircolare e perfettamente levigato. Vittorio Ravizza


RAGGIO LASER Anti sporco La cattedrale di Amiens ripulita con un prototipo di un apparecchio per «disincrostazione fotonica»
Autore: ROTA ORNELLA

ARGOMENTI: TECNOLOGIA, ECOLOGIA, INQUINAMENTO
NOMI: ORIAL GENEVIEVE
LUOGHI: ITALIA
NOTE: 074

PER la prima volta al mondo, un apparecchio a raggi laser viene usato per ripulire un monumento: è la famosa cattedrale di Amiens, costruita nel 1200 e studiata in tutte le università del mondo quale modello di gotico europeo. L' aggeggio assomiglia a una grossa scatola, che si articola in una sorta di braccio. Da qui, diretto sulla pietra, parte un fascio laser, orientato da un sistema di specchi e regolato con impulsi di frequenza variabile. Un luccichio, un crepitio, e in qualche frazione di secondo il grasso e lo sporco accumulati da decenni cadono in polvere. La superficie rimane intatta e risorge immacolata, anche negli angoli e negli interstizi più nascosti. Il prototipo è stato messo a punto da una piccola società francese altamente specializzata. Una prima dimostrazione pubblica è stata organizzata nell' estate del 1992, in occasione del ventesimo anniversario della Convenzione del Patrimonio Mondiale dell' Unesco (nel quale la cattedrale di Amiens è stata la prima a essere inserita). Di questa nuova tecnica chiamata «disincrostazione fotonica» riferisce ampiamente il mensile «Sources» dell' Unesco (n. 44). In vista di un futuro impiego su larga scala, ulteriori studi sono in corso per ridurre volume e costi dell' aggeggio e soprattutto per verificare se esso possa venire usato anche su materiali come legno, tessuti, metallo. Un altro problema è il rischio della caduta di pezzetti infinitesimali di pittura. Finora, tutte le prove compiute anche su materiali teneri quanto il gesso o problematici come le pietre rovinate dal tempo, hanno dato risultati molto soddisfacenti. Questo non significa, però, fa presente Genevieve Orial, direttrice del progetto laser all' interno del Laboratorio di ricerca dei monumenti storici francesi, che il nuovo metodo sia destinato a sostituire le tecniche tradizionali, anche perché non è efficace contro la muffa e lo è molto relativamente sulle pietre nere. Intanto, la pulizia radicale operata ha fatto riemergere tracce di antica pittura. Come tutte le facciate delle cattedrali gotiche, infatti, anche quella di Amiens era ricca di colore, statue e affreschi che vibravano di ori di blu e di rossi. Non pochi specialisti si mostrano però diffidenti. Stephen Murray, ad esempio, storico dell' arte americana nonché titolare di un corso dedicato proprio ad Amiens all' Università Columbia di New York, è contrario a un restauro del colore, soprattutto perché su statue e affreschi si sono succeduti almeno fino al sedicesimo secolo, numerosi strati di pittura. La scelta di ripristinare uno di essi, spiega, finirebbe con l' essere inevitabilmente arbitraria. Ornella Rota


SCENARI FUTURI L' aumento della temperatura porterà un terremoto nei parassiti delle piante
Autore: ACCATI ELENA

ARGOMENTI: METEOROLOGIA, ECOLOGIA, ZOOLOGIA, ANIMALI
LUOGHI: ITALIA
NOTE: 074

IN questi ultimi anni gli esperti hanno notato lievi cambiamenti nel clima e un incremento dell' anidride carbonica. Per i prossimi cinquant' anni si prevede il verificarsi di cambiamenti ancora più significativi, quali un aumento della temperatura su tutto il globo terrestre, dell' anidride carbonica, dell' umidità relativa. Molti pensano che questi mutamenti atmosferici siano la conseguenza dell' aumento nella troposfera di alcuni gas rari. Ricercatori europei e americani hanno iniziato affascinanti esperienze che hanno lo scopo di prevedere quali effetti i succitati cambiamenti climatici avranno sull' impatto di parassiti animali e vegetali delle piante coltivate. Anche se occorreranno ancora approfondimenti per formulare considerazioni conclusive, i primi dati sono stati presentati suscitando grande interesse al convegno della Società internazionale di patologia vegetale che si è tenuto recentemente a Montreal. L' importanza di tali tematiche si comprende facilmente se si pensa che annualmente vengono persi quantitativi ingenti di derrate alimentari che potrebbero servire per quelle popolazioni la cui alimentazione è assai precaria. L' incremento dell' anidride carbonica, causando l' aumento della fotosintesi, altererà significativamente la composizione chimica delle piante; quindi verranno a essere modificati anche i rapporti tra la vegetazione e gli insetti che si nutrono delle varie parti delle piante provocando, ad esempio, la riduzione della popolazione di alcuni di questi parassiti. L' aumento globale della temperatura invece sembra influenzare in modo sorprendente la durata e il numero dei cicli riproduttivi di insetti e di acari, con la conseguenza di alterare il loro numero complessivo. D' altra parte, nel caso di funghi e di batteri patogeni delle piante, l' aumento di temperatura, dell' umidità relativa, dell' anidride carbonica, dell' ozono, dei raggi ultravioletti potranno alterare le funzioni fisiologiche della pianta con conseguenze difficilmente prevedibili L' incremento dell' anidride carbonica può portare a un minore contenuto di azoto delle foglie, fatto che può favorire questi funghi e batteri in grado di svilupparsi meglio in quei tessuti poveri di tale elemento chimico. Inoltre le variazioni delle condizioni termiche potranno influenzare in modo significativo la capacità di sopravvivenza di alcuni funghi e batteri parassiti. Questo fatto potrebbe comportare lo spostamento in aree geografiche nuove di parassiti incapaci di sopravvivere attualmente in queste zone. L' aumento dell' incidenza dei raggi ultravioletti sulla superficie fogliare indurrà probabilmente un cambiamento significativo di funghi, lieviti, batteri presenti sulla superficie delle foglie: sopravviveranno in quantità maggiore e quindi prenderanno il sopravvento quei microorganismi dotati geneticamente di maggiore resistenza ai raggi ultravioletti. Considerato però che questi parassiti presenti sulle foglie sono saprofiti, ossia microorganismi che tengono a freno gli organi di moltiplicazione dei parassiti dannosi, ne deriverà che il loro cambiamento potrà determinare un aumento o una diminuzione della capacità di aggredire le piante da parte dei parassiti. Potrà accadere così che alcuni parassiti, oggi normalmente presenti nei nostri ambienti tendano a perdere la loro importanza economica, mentre altri considerati secondari diventino fonte di gravi danni per le colture Elena Accati Università di Torino


UN RICORDO DEL FISICO SCOMPARSO Il mio amico Eduardo Caianiello «Era un vulcano di idee, dai neutrini alla cibernetica»
AUTORE: REGGE TULLIO
ARGOMENTI: FISICA, RICERCA SCIENTIFICA
PERSONE: CAIANIELLO EDUARDO
NOMI: CAIANIELLO EDUARDO
LUOGHI: ITALIA
NOTE: 074

EDUARDO Caianiello, fisico teorico di fama internazionale, si è spento alcuni giorni fa dopo una breve malattia. Aveva 72 anni ed era professore emerito dell' Università di Salerno, dove era stato tra l' altro, il fondatore della Facoltà di Scienze. L' attività di ricerca svolta da Caianiello aveva toccato molti settori, anche tra loro lontani: la teoria dei quanti, la dinamica dei processi collettivi, le funzioni boleane, la cibernetica. Si deve a lui il Laboratorio di cibernetica del Cnr a Napoli. LAUREATOSI in fisica nel 1944, Eduardo Caianiello si era perfezionato negli Stati Uniti a Rochester e aveva poi insegnato in varie università italiane sempre lasciando un' impronta molto personale. La mia amicizia con Eduardo è durata quasi quarant' anni e cioè dal tempo in cui io ero un giovane laureato e lui un affermato fisico teorico italiano, anzi napoletano verace costretto dalla burocrazia statale a vivere ed a lavorare a Torino: e infatti appena gli fu possibile tornò alla sua adoratissima Napoli. Eduardo era un vulcano di idee che andavano dalla fisica del neutrino alla teoria quantistica dei campi, aveva una straordinaria capacità di inventare e sviluppare i formalismi matematici più strani per poi applicarli a complessi problemi di particelle elementari. Possedeva inoltre una simpatia e un carisma naturale con cui riusciva a entusiasmare i giovani per condurli poi a imprese scientificamente coraggiose. Non era ovviamente tagliato per il lavoro del portaborse e il suo carisma mi catturò e mi influenzò profondamente nella scelta dei problemi e nella visione delle cose. Eduardo si adoperò generosamente per mandarmi negli Stati Uniti con una borsa di studio e vi rimasi oltre due anni. Al ritorno lo ritrovai in piena ebollizione e con grandi idee. In questa sua azione diede un grandissimo contributo al rinnovamento culturale e scientifico della città fondando a Napoli la Scuola di perfezionamento in Fisica Teorica e Nucleare di cui rimase per lungo tempo direttore. Caianiello era uomo di grandi vedute e di vasti interessi e si occupo' anche e con successo di cibernetica. Il Laboratorio Cnr di Cibernetica di Arco Felice (Napoli) fu da lui fondato e diretto fino al 1977, epoca in cui si trasferì a Salerno Non si contano i titoli e le onorificenze che gli furono concesse. Eppure Eduardo non era uomo di carattere facile, e non sempre i suoi collaboratori riuscivano a resistere a lungo sotto la sua tutela, per cui molti sono poi salpati in cerca di altri lidi. A Napoli praticamente tutti i fisici sono stati allievi di Caianiello ma non ne ho tuttavia mai incontrato alcuno che, pur nel dissenso, fosse meno che riconoscente per l' aiuto ricevuto quando questo contava e non mi abbia professato la sua ammirazione per il Maestro La sua onestà personale e il suo grande livello intellettuale e scientifico erano fuori discussione e ponevano fine a ogni eventuale risentimento. La fisica italiana piange ora la sua scomparsa: con lui se n' è andato uno dei protagonisti della scienza italiana del dopoguerra, uno dei pochi ricercatori che grandemente contribuirono a ristabilire il prestigio del nostro paese dopo le sciagure del periodo bellico. Tullio Regge Università di Torino


IN BREVE Con il clima più caldo peggiorano le allergie
ARGOMENTI: METEOROLOGIA
LUOGHI: ITALIA
NOTE: 074

Secondo uno studio dell' Università di North London, è probabile che i cambiamenti climatici causati dal caldo che ha investito il nostro pianeta modifichino in futuro i tempi, i luoghi e le quantità di pollini in Europa, con conseguenze negative per i pazienti affetti da allergie, come raffreddore da fieno, rinite e asma. Molte piante infatti fioriscono più presto e hanno periodi di attività più lunghi. L' unica parte d' Europa in cui questi cambiamenti possono rappresentare un vantaggio per i soggetti allergici è il Mediterraneo del Sud, dove la siccità accorcia la stagione delle piante allergeniche.


IN BREVE Italia: poca ricerca pochissimi brevetti
ARGOMENTI: RICERCA SCIENTIFICA
LUOGHI: ITALIA
NOTE: 074

Secondo i dati Sniaricerche, la spesa per ricerca e sviluppo in Italia nel 1990 è stata pari all' 1. 3 per cento del prodotto interno lordo, raggiungendo in totale la cifra di 17 miliardi di lire. Questa situazione pone l' Italia all' ultimo posto tra i Paesi industrializzati, con un distacco significativo dalla Germania (2, 8 per cento del Pil), dalla Francia (2, 4 per cento) e dalla Gran Bretagna (2, 2 per cento). Anche sotto il profilo della produttività, la situazione appare poco brillante. Dalle domande di brevetto presentate nel 1991 all' Ufficio europeo dei brevetti risulta infatti che l' Italia ne ha depositate circa duemila, contro le 4500 della Francia e le 10. 500 della Germania.


IN BREVE Farfalle tropicali e insetti robot
ARGOMENTI: ZOOLOGIA
LUOGHI: ITALIA
NOTE: 074

Dal 13 novembre al 13 febbraio, in viale Cristoforo Colombo angolo viale delle Accademie, «Insectarium», grande mostra di scienza spettacolarizzata dedicata al mondo degli insetti. Oltre alle collezioni classiche, anche otto giganteschi robot ingranditi fino a 600 volte il reale. Visite guidate e agevolazioni per le scuole telefonando allo 06. 54. 06. 808.


IN BREVE Raccolta differenziata cresce l' interesse
ARGOMENTI: ECOLOGIA
LUOGHI: ITALIA
NOTE: 074

La carta, la plastica e l' alluminio raccolti separatamente hanno fatto registrare, nei primi sei mesi di quest' anno, un moderato incremento rispetto al ' 92. Stesso trend anche per pile e vetro, con l' eccezione di qualche Comune. Va male invece la raccolta di farmaci scaduti. L' incremento maggiore si è verificato a Milano.


IN BREVE Gli italiani odiano gli inceneritori
ARGOMENTI: ECOLOGIA
LUOGHI: ITALIA
NOTE: 074

Nella Hit Parade dei servizi che incontrano più ostilità da parte degli utenti, al primo posto ci sono gli inceneritori, al secondo le discariche. Gli addetti ai lavori parlano di attività «a rischio di dissenso».


IN BREVE In edicola minidischi per archiviare di tutto
ARGOMENTI: INFORMATICA
LUOGHI: ITALIA
NOTE: 074

Arriva in edicola una nuova linea per personal computer, studiata da IBM e De Agostini per un pubblico di studenti, professionisti e piccoli imprenditori. Si chiamano LetterPerfect e Contabilità, non richiedono alcuna particolare preparazione tecnica e servono per trattare qualsiasi tipo di documento.


IN BREVE A Rino Rappuoli il Premio Galeno 93
ARGOMENTI: RICERCA SCIENTIFICA
NOMI: RAPPUOLI RINO
LUOGHI: ITALIA
NOTE: 074

Per i suoi vaccini ricombinanti il dottor Rino Rappuoli è stato insignito del Premio Galeno 1993. Con lui, è stato premiato anche il Laboratorio Glaxo, per la Lacidipina. Al geologo Dowgiallo il Premio Bacci 93 Il Premio biennale A. Bacci per l' idroclimatologia è stato assegnato quest' anno al dottor Jan Dowgiallo, idrogeologo dell' Università di Varsavia e attuale ambiasciatore della repubblica polacca in Israele, per le sue ricerche sulle acque sotterranee, in particolare quelle salutari.


IN BREVE Benzina verde vendite a gonfie vele
ARGOMENTI: TRASPORTI, ECOLOGIA
LUOGHI: ITALIA
NOTE: 074

I consumi di benzina verde sono cresciuti, nei primi otto mesi di quest' anno, del 99. 9 per cento rispetto allo stesso periodo dell' anno precedente. E' il risultato della maggior diffusione delle auto con marmitta catalitica. Il carburante preferito dagli italiani resta comunque sempre la «super» con piombo.


INFORMATICA Calcoliamo lo sconto del market Sesta puntata
Autore: MEO ANGELO RAFFAELE, PEIRETTI FEDERICO

ARGOMENTI: INFORMATICA, DIDATTICA
LUOGHI: ITALIA
NOTE: 075

RIPRENDIAMO a parlare di scatole: il nome di una scatola può comparire a sinistra oppure a destra del simbolo «= », con un significato molto diverso nei due casi. Quando scriviamo: CIRCONF = 2 * 3. 14 * 10 chiediamo al calcolatore di eseguire il calcolo indicato a destra del segno «= » (cioè 62. 8) e di porre il risultato nella scatola di nome CIRCONF. Quindi il simbolo «= » significa «poni nella scatola il cui nome ho appena indicato». Se invece scriviamo: CIRCONF = 2 * 3. 14 * RAGGIO il nome della scatola che compare a destra del segno «= » ha il significato di «contenuto della scatola di nome RAGGIO». Se, nel momento in cui il calcolatore esegue il comando, RAGGIO contiene il numero 100, il risultato dell' espressione aritmetica 2 * 3. 14 * RAGGIO vale 628 e questo numero viene messo nella scatola di nome CIR CONF. Conviene meditare con attenzione sul comando I = I più 1 che i programmatori utilizzano spesso e che un bravo matematico inesperto di programmazione è portato a considerare un errore, perché I non può essere uguale a I più 1. La spiegazione di questo nonsenso matematico è molto semplice: il simbolo «= » non indica uguaglianza, ma l' ordine di mettere nella scatola di nome I il risultato dell' espressione aritmetica I più 1. Vediamo l' ordine con cui il calcolatore procede: 1) Le scatole indicate a destra del segno = vengono scoperchiate per estrarne i contenuti. Nel nostro caso si scoperchia la scatola di nome I. 2) Si esegue il calcolo indicato nell' espressione aritmetica a destra dell' uguale. Nel nostro caso il contenuto della scatola I più 1. 3) Si pone il risultato del calcolo nella scatola a sinistra del segno =, ovvero nel nostro caso in I. In sostanza il comando I più 1 incrementa di 1 il contenuto della scatola I. Abbiamo visto nella scheda della scorsa settimana che il comando PRINT, seguito da un' espressione aritmetica, ci consente di eseguire calcoli anche molto complicati con pochissimo spazio. Ora scopriamo che anche i contenuti di scatole nere possono essere utilizzati nelle espressioni aritmetiche. Così la nostra calcolatrice diventa ancora più potente. Supponiamo di voler controllare il conto di un grande magazzino dove ci avevano promesso lo sconto del 30%. Prima calcoliamo il totale lordo, ad esempio: LORDO = 50700 più 31500 più 5700 e poi scriviamo NETTO = LORDO 0. 3 * LORDO e infine PRINT NETTO In alternativa possiamo scrivere direttamente, al posto dei due ul timi comandi: PRINT LORDO 0. 3 * LORDO Consideriamo ora le due scatole FALCO e SPARVIERO, con FALCO = 15 e SPARVIERO = 5 Vediamo che cosa succede dando al calcolatore l' istruzione FALCO = SPARVIERO Quando il calcolatore riceve questa istruzione cerca la scatola di nome FALCO, toglie il numero 15 che si trovava nella scatola, cerca la scatola SPARVIERO, la apre, ne legge il contenuto in questo caso il numero 5, e lo mette in FALCO. A questo punto le due scatole nere FALCO e SPARVIERO contengono lo stesso numero 5 e se scriviamo PRINT FALCO e PRINT SPARVIERO il calcolatore visualizza, in entrambi i casi, il numero 5. E' quindi il contenuto di SPARVIE RO, ossia della scatola indicata a destra dell' uguale, che viene inserito in FALCO, ovvero nella scatola indicata a sinistra dell' uguale e non viceversa. Se scriviamo invece SPARVIERO = FALCO le due scatole, dopo l' esecuzione dell' istruzione, conterranno il numero 15. Si tratta di un' operazione di copiatura, non di trasferimento: nella scatola da cui prelevo il contenuto, rimane il vecchio numero. Anche con le scatole rosse è possibile copiare il contenuto di una scatola in un' altra. Ad esempio, se GIALLO1$ = «SOSPETTO» e GIALLO2$ = «PSYCO» l' istruzione GIALLO1$ = GIALLO2$ porta la stringa «PSYCO» in entrambe. L' operazione di addizione si applica anche alle scatole rosse. In questo caso le stringhe contenute nelle due scatole risulteranno concatenate, ossia ai caratteri della prima stringa seguono, uno dopo l' altro, quelli della seconda stringa. Ad esempio, con FIABA1$ = «BIANCA» e FIABA2$ = «NEVE» se diamo l' istruzione FIABA3$ = FIABA1$ più FIABA2$ PRINT FIABA3$ il calcolatore visualizza BIANCANEVE Se vogliamo separare le parole contenute nelle scatole, dobbiamo inserire uno spazio vuoto fra una stringa e l' altra. Ad esempio: BIRD1$ = «Picchio» BIRD2$ = «Rosso» BIRD3$ = «Maggiore» BIRD4$ = BIRD1$ più BIRD2$ S più BIRD3$ PRINT BIRD4$ e il calcolatore visualizza Picchio Rosso Maggiore


STRIZZACERVELLO Problemi di Lotto
Autore: PETROZZI ALAN

ARGOMENTI: GIOCHI
LUOGHI: ITALIA
NOTE: 075

Problemi di Lotto I 90 numeri del gioco del Lotto rappresentano un materiale ideale per inventare dei problemi di matematica ricreativa. Un primo utile esercizio potrebbe essere quello di calcolare quanti sono gli ambi, i terni, le quaterne e le cinquine che si possono realizzare con una tale massa di elementi, naturalmente gruppi tutti diversi tra loro e ciascuno privo di numeri uguali. Più impegnativa e stimolante potrebbe invece risultare la ricerca delle risposte ai seguenti quesiti: a) quante sono le possibili cinquine estraibili settimanalmente ad una ruota ammesso che tutte comprendano uno stesso ambo? b) e quante quelle che comprendono uno stesso terno? Le risposte domani, accanto alle previsioni del tempo. (A cura di Alan Petrozzi)




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