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PLAY edizione 1.0 - Generazione di melodie e suoni
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Copyright 2010 Giuliano Artico
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| Guida all'uso del programma |
IMPORTANTE
Si dà per scontato che, prima di iniziare a servirsi del programma PLAY, ogni utilizzatore prenda visione del file
licenza.txt
ed accetti e rispetti integralmente le norme in esso contenute. Chi è in disaccordo anche con una sola delle condizioni deve rinunciare a qualunque impiego di questo software.
1. Introduzione
Il programma
PLAY.EXE, nel seguito indicato per brevità
PLAY, svolge la funzione di produrre vari suoni (melodie, note di durata e frequenza a piacere, segnali in codice Morse, trilli, suono di sirena) mediante gli altoparlanti del calcolatore. I suoni possono essere riversati in un file WAV per vari impieghi, ad esempio come suonerie da inserire in un telefono cellulare.
1.1. Modi di funzionamento
La generazione dei suoni si articola in sei diversi modi di funzionamento.
- Modo melodia.
-
Scopo: produzione di melodie in modo analogo al comando PLAY del Basic.
- Modo Morse.
-
Scopo: generazione di segnali in telegrafia Morse.
- Modo tono fisso.
-
Scopo: emissione di una nota a frequenza costante.
- Modo sirena.
-
Scopo: emissione di un suono di sirena.
- Modo trillo.
-
Scopo: emissione di un trillo.
- Modo preset.
-
Scopo: riproduzione di melodie preimpostate (preset) o di melodie salvate.
Il normale funzionamento del programma è interattivo, ma è possibile introdurre tutti i dati dal prompt per l'uso in modo
batch. Si può avere una panoramica delle possibilità del programma eseguendo il file batch
esempi.bat incluso nella distribuzione.
È stata prevista la possibilità di emettere i suoni tramite il cicalino o buzzer, il piccolo altoparlante incorporato che è collegato direttamente alla scheda madre e di cui sono dotati quasi tutti i calcolatori.
1.2. Download e installazione
Il programma
PLAY può essere usato, copiato e distribuito gratuitamente, purché vengano accettate e rispettate rigorosamente tutte le condizioni specificate nella
licenza d'uso.
Il programma PLAY viene fornito in forma compressa mediante un file archivio autoestraente generato con il software di compressione dati WinRAR.
Per installare il programma PLAY svolgere le seguenti operazioni:
-
prelevare l'archivio di installazione
play10.exe;
-
avviare l'installazione con un doppio click o Invio sul nome di tale archivio;
-
leggere e accettare la licenza (doppio click su Accetta);
-
scegliere la cartella di installazione desiderata, dove verranno posti i file del programma, e premere Installa.
Il programma
PLAY può essere avviato mediante il collegamento che l'archivio di installazione colloca nel desktop. L'avvio è possibile anche da
Risorse del computer, dalla finestra
Esegui oppure dal prompt o ancora tramite un file batch.
I file forniti nella distribuzione originale sono:
-
play.exe, programma;
-
licenza.txt, licenza per la distribuzione e l'uso del programma;
-
play.htm, manuale del programma;
-
esempi.bat, file batch che dimostra con alcuni esempi il funzionamento del programma;
-
play.ini, file di inizializzazione;
-
file_id.diz, file di testo con descrizione sintetica dell'archivio.
Vedere le
informazioni tecniche.
Torna al sommario.
2. Funzionamento interattivo
Il programma va usato inserendo i valori desiderati nei campi mostrati nella schermata. Ciascuno dei sei modi di funzionamento (v.
paragrafo 1.1) prevede l'inserimento di un certo numero di valori, a seconda del tipo di suono scelto. Le spiegazioni riguardanti questi campi sono fornite più avanti.
Ci sono inoltre tre campi (gli ultimi tre) che sono presenti qualunque sia il modo.
- Volume
-
indica l'intensità del suono, un numero in percentuale da 1 a 100.
- Ripeti
-
il numero di volte che il suono viene eseguito, normalmente una sola volta. Indicando -1 si ottiene la ripetizione del suono all'infinito.
- Pausa
-
la durata della pausa fra le ripetizioni del suono, espressa in secondi, con eventuale frazione di secondo. La durata massima della pausa è di 60 secondi.
Attenzione:
tutti i valori di durata vanno espressi in secondi, con eventuale frazione di secondo. Il separatore decimale è il punto.
Ad esempio
2.5 indica due secondi e mezzo.
Si possono usare le frecce direzionali, il tasto Tab e i tasti di funzione per svolgere altre azioni, come indicato di seguito:
- i normali tasti di correzione per modificare il contenuto dei campi;
- le frecce verticali per cambiare campo;
- Ctrl-Home o Ctrl-End per andare al primo o ultimo campo;
- Tab e Shift-Tab per andare al modo successivo e precedente;
- F2 ... F7 per scegliere direttamente il modo da 1 a 6;
- F8 per ripristinare le condizioni di default;
- F9 per variare la frequenza di campionamento;
- F10 per registrare il suono su disco;
- F12 per modificare il dispositivo di emissione del suono (wav o buzzer);
- Invio per avviare la riproduzione del suono;
- Esc o Alt-F4 per terminare.
2.1. Generazione del suono: la frequenza di campionamento (FC)
Il suono viene prodotto dal programma
PLAY generando nella memoria del calcolatore un file
PCM (Pulse-code modulation). La frequenza di campionamento
FC, cioè il numero di campioni al secondo, può essere
8000,
11025 oppure
22050 (quest'ultimo è il valore di default). I valori massimi di frequenza e durata del suono dipendono dal valore di
FC: la frequenza deve essere minore della metà di
FC mentre la durata massima diminuisce all'aumentare di
FC. I valori sono riassunti nel seguente prospetto.
| Campioni/sec |
>Frequenza massima |
Durata massima |
| 22050 |
11024 Hz |
360 sec |
| 11025 |
5512 Hz |
721 sec |
| 8000 |
3999 Hz |
995 sec |
Osservazione.
Le limitazioni per la frequenza e la durata sono applicate anche quando il dispositivo di emissione del suono è il cicalino (anche se il cicalino funziona senza utilizzare il campionamento).
2.2. Funzioni di aiuto
Nella parte superiore dello schermo, sopra i campi di immissione, si trova una barra con alcuni suggerimenti sintetici. Una schermata più discorsiva può essere richiamata premendo il tasto
F1. L'ultima riga dello schermo (riga di stato) indica alcuni parametri di funzionamento (il numero di preset attualmente disponibili, la frequenza di campionamento, i valori massimi di frequenza e durata, il dispositivo di emissione del suono attualmente in funzione).
2.3. Modo melodia
Scopo: produzione di melodie in modo analogo al comando
PLAY del
Basic.
Campi dedicati:
stringa.
- Stringa
-
è una successione di caratteri che deve essere impostata seguendo la sintassi del comando PLAY del Basic (v. le spiegazioni particolareggiate nel capitolo 4).
Osservazione.
Nel modo melodia il contenuto del campo
stringa è trattato come se fosse immesso dal prompt (v.
capitolo 3).
In questo campo, pertanto, è possibile indicare un suono di qualunque tipo, usando l'opportuna sintassi. Ad esempio, immettendo
1000,3 si ottiene una nota di 3 secondi a 1000 Hz.
2.4. Modo Morse
Scopo: generazione di segnali in telegrafia Morse.
Campi dedicati:
stringa,
tono,
WPM.
- Stringa
-
è la parola o frase che si vuole tradurre in telegrafia Morse. Il programma accetta tutti i caratteri, ignorando quelli che non hanno un corrispondente nel codice Morse.
- Tono
-
è la frequenza in Hz della nota della telegrafia. Il valore è soggetto alle limitazioni indicate nel paragrafo 2.1.
- WPM
-
Determina la velocità del Morse. Il numero è espresso in WPM o parole al minuto. Il valore di default è 20, corrispondente a una durata di 60 millisecondi per l'unità elementare (il punto). La lunghezza di una parola è pari a 50 unità elementari e corrisponde alla parola PARIS, tenendo opportuno conto degli spazi. Vedere
Morse code
su Wikipedia.
2.5. Modo tono fisso
Scopo: emissione di una nota a frequenza costante.
Campi dedicati:
frequenza,
durata.
- Frequenza
-
un numero che indica la frequenza in Hz della nota, valore soggetto alle limitazioni indicate nel paragrafo 2.1.
- Durata
-
un numero che indica la durata in secondi della nota. Per indicare un valore con frazione di secondo, occorre usare come separatore decimale il punto): ad esempio, per indicare un secondo e mezzo scrivere 1.5. La durata minima è 0.01 (pari a 10 millisecondi). La durata massima è soggetta alle limitazioni indicate nel paragrafo 2.1.
2.6. Modo sirena
Scopo: emissione di un suono di sirena.
Campi dedicati:
freq.ini,
freq.fin,
durata,
semicicli.
- Freq.ini e freq.fin
-
due numeri che indicano le frequenze, espresse in Hz, fra le quali oscilla il suono di sirena. Il suono consiste di cicli che si ripetono con cadenza determinata dai valori numerici durata e semicicli. Dato che il suono inizia con frequenza freq.ini, l'andamento iniziale (primo semiciclo) è ascendente quando freq.ini è minore di freq.fin, altrimenti è discendente. Le due frequenze sono soggette alle limitazioni indicate nel paragrafo 2.1.
- Durata
-
durata di un semiciclo (passaggio dalla frequenza iniziale alla frequenza finale o viceversa) espressa in secondi. Si può indicare un numero decimale: ad esempio 0.07 corrisponde a 70 millisecondi. La durata minima è 0.01 (pari a 10 millisecondi).
- Semicicli
-
il numero di semicicli di cui è composto il suono di sirena. La durata complessiva del suono è pari al prodotto della durata per il numero di semicicli e non può superare il valore massimo di durata indicato nel prospetto del
paragrafo 2.1.
Notare che con il valore 1 (un solo semiciclo) il suono si riduce a un fischio, più o meno rapido a seconda del valore indicato per la durata.
2.7. Modo trillo
Scopo: emissione di un trillo.
Campi dedicati:
freq.ini,
freq.fin,
durata,
toni.
- Freq.ini e freq.fin
-
due numeri che indicano le frequenze, espresse in Hz, dei due toni di cui è composto il trillo. Il suono è costituito da due toni, alle frequenze indicate, che si ripetono alternativamente cominciando con freq.ini. Le due frequenze sono soggette alle limitazioni indicate nel
paragrafo 2.1.
- Durata
-
durata, espressa in secondi, di ciascuno dei toni di cui è composto il trillo. Si può indicare un numero decimale: ad esempio 0.07 corrisponde a 70 millisecondi. La durata minima è 0.01 (pari a 10 millisecondi).
- Toni
-
il numero di toni di cui è composto il trillo. Notare che indicando il valore 1 si ottiene un solo tono di frequenza freq.ini (in questo caso il valore di freq.fin è ininfluente). La durata complessiva del suono è pari al prodotto della durata per il numero di toni. Ad esempio, si ha una durata complessiva di due secondi sia indicando 2 per la durata e 1 per il numero di toni sia indicando 0.05 per la durata e 40 per il numero di toni. La durata complessiva non può superare il valore massimo di durata indicato nel
paragrafo 2.1.
2.8. Modo preset
Scopo: riproduzione di melodie preimpostate (preset) o di melodie salvate.
Campi dedicati:
numero,
stringa.
- Numero
-
indica il numero d'ordine di un preset oppure di una melodia salvata.
- il numero d'ordine dei preset è positivo (1, 2, 3, ...).
I preset sono melodie di esempio preimpostate e sono contenuti nelle sezioni [PRESET] e [PERSONAL] del file play.ini (v.
capitolo 5 e opzione /D).
- il numero d'ordine delle melodie salvate è negativo (-1, -2, -3, ...).
Le melodie salvate sono quelle che l'utilizzatore immette durante l'uso del programma e che vengono memorizzate nella sezione [SAVE] del file play.ini (-1 indica la melodia più recente).
In modo interattivo, il programma mostra nella riga di stato il numero di preset e di melodie salvate disponibili. Ad esempio, se compare la dicitura Preset 23/5 si può indicare un preset da 1 a 23 oppure una melodia salvata da -1 a -5 (dove -1 è la più recente).
- Stringa
-
è la stringa corrispondente al preset o alla melodia salvata. Volendo eseguire modifiche a questa stringa, si prema il tasto Invio in questo campo: così facendo, il programma ricopia la stringa nel campo Stringa del modo melodia e offre la possibilità di eseguire le modifiche.
2.9. Memorizzazione del suono su disco
Premendo il tasto
F10 si può memorizzare il suono in un file
PCM su disco, che è un file di tipo
.wav (v. anche l'opzione
/O). Inizialmente la memorizzazione avviene nella cartella in cui si trova il file
play.exe. Volendo memorizzare i file in una cartella diversa, è sufficiente scrivere il percorso completo del file (incluse l'unità e la cartella). Successivamente basterà indicare il nome del file, che verrà collocato nella cartella usata più recentemente.
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3. Elaborazione batch
Questo capitolo è dedicato all'illustrazione della sintassi per
l'elaborazione batch. Per i particolari relativi ai modi di funzionamento vedere il
capitolo 2.
Vedere anche gli esempi contenuti nel file
esempi.bat.
Le caratteristiche dei suoni possono essere determinate specificando opportuni valori nella riga di comando, a destra del nome del programma play.exe. Sono previste varie sintassi con diversi effetti, descritti nel seguito di questo capitolo. Alcune caratteristiche possono essere inoltre controllate mediante opportune opzioni.
3.1. Sintassi della riga di comando
- Schermata di aiuto
-
Sintassi: PLAY.EXE ?]
Se la riga di comando contiene un punto interrogativo ?, compare una schermata sintetica di aiuto dove sono elencate le sintassi ammesse e le opzioni disponibili.
- Modo melodia
-
Sintassi: PLAY.EXE stringa [opzioni]
La stringa di cui sopra non deve iniziare con le virgolette e deve essere impostata seguendo la sintassi del comando PLAY del Basic
(capitolo 4).
Ricordiamo che i caratteri < e > devono essere immessi come ^< e ^> o, in alternativa, possono essere sostituiti con le parentesi tonde (v. capitolo 5).
Esempio:
play.exe l16o3gab^>cdef+g8
- Modo Morse
-
Sintassi: PLAY.EXE "stringa" [opzioni]
stringa è una parola o frase da tradurre in telegrafia Morse. Notare che in questa stringa, a differenza di quella del modo melodia, le virgolette che racchiudono la stringa sono obbligatorie e servono al programma PLAY per distinguere un caso dall'altro. Ogni altro carattere è consentito (ad eccezione dei caratteri di reindirizzamento che nel prompt di Windows hanno ruoli riservati, ma che comunque vengono ignorati perché non sono contemplati nel codice Morse).
Esempio:
play.exe "cqcq de i3lgp/3"
- Modo tono fisso
-
Sintassi: PLAY.EXE frequenza, durata [opzioni]
Viene emessa una nota costante con la frequenza e la durata specificate. I due numeri frequenza e durata devono essere obbligatoriamente separati con una virgola.
Esempio:
play.exe 600,3
produce una nota costante di 600 Hz per 3 secondi.
- Modo sirena
-
Sintassi: PLAY.EXE freq.ini, freq.fin, ds, ns [opzioni]
freq.ini e freq.fin sono le frequenze estreme, espresse in Hz, del suono di sirena, ds è la durata in secondi di un semiciclo, ns è il numero di semicicli. Tutti i parametri del comando devono essere separati uno dall'altro con una virgola.
Esempio:
play.exe 500,1000,0.1,30
produce un suono di sirena oscillante fra le frequenze di 500 e 1000 Hz (30 semicicli di 100 millisecondi ciascuno per una durata complessiva di 3 secondi).
- Modo trillo
-
Sintassi: PLAY.EXE freq.ini, freq.fin, ds, ns [opzioni]
con ns numero minore di 0
freq.ini e freq.fin sono le frequenze, espresse in Hz, dei due toni di cui è costituito il trillo, ds è la durata in secondi di ciascuno dei toni, ns è il numero di toni. Tutti i parametri del comando devono essere separati uno dall'altro con una virgola.
Osservazione.
La sintassi del trillo è uguale a quella del suono di sirena, con la differenza che qui il parametro ns (ultimo numero) è negativo, cioè è preceduto dal segno meno «-».
Esempio:
play.exe 932,659,.05,-30
produce un trillo composto da 30 suoni, alternativamente alle frequenze di 932 e 659 Hz, ciascuno della durata di 50 millisecondi (la durata complessiva è di 1.5 secondi).
- Modo preset
-
Sintassi: PLAY.EXE n [opzioni]
Questo comando comprende due alternative, a seconda che il numero n sia positivo o negativo (cioè preceduto dal segno meno «-»).
Primo caso: il numero n è maggiore di 0, cioè 1, 2, 3, ...
Viene suonato il preset (melodia preimpostata) avente numero d'ordine uguale a n (v. le sezioni [PRESET] e [PERSONAL] del file play.ini e l'opzione /DP).
Esempio:
play.exe 23
suona la melodia preimpostata numero 23.
Secondo caso: il numero n è minore di 0, cioè -1, -2, -3, ...
Viene suonata la melodia salvata avente numero d'ordine uguale al valore n privato del segno meno «-» (v. la sezione [SAVE] del file play.ini e l'opzione /DS).
Esempio:
play.exe -1
suona l'ultima melodia immessa dall'utilizzatore.
3.2. Elenco e descrizione delle opzioni.
- Opzione /A
-
Se si specifica questa opzione, i suoni vengono emessi mediante l'altoparlante incorporato (cicalino o buzzer). L'opzione è inefficace se è presente una fra le opzioni /B, /O, /V. Inoltre può accadere che il cicalino non funzioni correttamente, in particolar modo su elaboratori portatili.
Osservazione.
Nel modo interattivo il tasto F12 consente di attivare o disattivare la normale emissione tramite la scheda audio.
- Opzione /Cn
-
Determina la frequenza di campionamento usata per la produzione dei suoni tramite la scheda audio. Il numero n può essere 22050 (che è il valore di default), 8000, 11025. Si può abbreviare la scrittura indicando 1 per 11025, 2 per 22050, 8 per 8000. Questa opzione esclude l'opzione /A.
- Opzione /D[C][P][S]
-
Ripristina selettivamente le condizioni di default e comporta la conseguente modifica del file play.ini (se non è contemporaneamente presente anche l'opzione /N). Il comportamento è determinato da una o più lettere indicate a destra di "/D" e precisamente:
- nessuna lettera oppure C:
viene ripristinata la sezione [CONFIG] con i valori di default;
- lettera P:
viene ripristinata la sezione [PRESET] con i preset originali;
- lettera S:
viene svuotata la sezione [SAVE], con la perdita di tutte le melodie salvate.
Ad esempio, l'opzione /Dcps ricostituisce il file originale play.ini," lasciando però intatta la sezione [PERSONAL] con gli eventuali preset personali inseriti dall'utilizzatore mediante un editor.
- Opzione /E
-
Comporta l'esecuzione immediata, escludendo cioè l'entrata nel modo interattivo.
- Opzione /Fn
-
Determina la frequenza del tono per i segnali Morse. Il valore n va espresso in Hz e la frequenza è soggetta alle limitazioni indicate nel paragrafo 2.1.
- Opzione /N.
-
La presenza di questa opzione comporta che il file play.ini non viene alterato e che pertanto il programma, nelle successive sessioni, manterrà tutte le impostazioni preesistenti.
- Opzione /O[file]
-
Con questa opzione il suono non viene mandato agli altoparlanti ma viene riversato nel disco in un file di tipo .wav (cfr. paragrafo 2.9). Quando si indica il nome del file dal prompt, se esso contiene spazi occorre racchiuderlo fra virgolette. Avviando il programma con l'opzione /O si assume implicitamente anche l'opzione /E, che comporta l'esecuzione immediata, vale a dire in modo non interattivo. L'opzione /O esclude l'opzione /A.
- Opzione /Pn
-
Indica il valore della pausa che il programma PLAY inserisce fra le eventuali ripetizioni di un suono. Il valore va espresso in secondi, con eventuale frazione di secondo e non può superare 60.
- Opzione /Q
-
Riduce la quantità di scritte sullo schermo e inoltre, se si avvia il programma in modo non interattivo (opzione /E), termina l'esecuzione senza porre domande.
- Opzione /R[n]
-
Con questa opzione si provoca la ripetizione del comando, qualunque esso sia, un numero n di volte. Se n non viene indicato, la ripetizione continua fino a quando si preme un tasto per terminare. Questa opzione può essere abbinata all'opzione /P per ottenere effetti particolari.
- Opzione /Vn
-
Determina il volume dei suoni. il numero n è una percentuale e può andare da 1 a 100. Il valore di default è 35. Questa opzione esclude l'opzione /A.
- Opzione /Wn
-
Determina la velocità del Morse. Il numero n è espresso in WPM o "parole al minuto".
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4. Descrizione del comando PLAY per la generazione di melodie
Nelle versioni del
Basic per
MS-DOS è incluso il comando
PLAY, che è in sostanza un linguaggio interpretato con il quale è possibile definire un piccolo brano musicale mediante una sequenza di caratteri in una stringa e riprodurre la corrispondente melodia tramite il
cicalino o
buzzer, il piccolo altoparlante che è collegato direttamente alla scheda madre del calcolatore.
Il programma PLAY.EXE riprende la sintassi del linguaggio PLAY e consente di emettere la corrispondente melodia con gli altoparlanti collegati alla scheda audio (o, volendo, tramite il cicalino, v. opzione /A e tasto F12).
La stringa musicale va preparata combinando i comandi descritti di seguito. Sono implementati quasi tutti i comandi di PLAY: Mancano quelli che consentono il controllo del buffer all'interno di un programma Basic (PLAY ON, PLAY OFF, PLAY STOP) e i comandi per l'esecuzione in sottofondo (MB e MF). Sono state introdotte alcune variazioni, riguardanti soprattutto l'ambito di azione dei comandi. Indicheremo con un asterisco (*) la presenza di una variazione rispetto al Basic. Tutte le differenze sono elencate nel
paragrafo 4.1.
- Comando per indicare una nota: lettera [{#|+|-}]
-
Le lettere comprese fra A e G corrispondono alle note da La a Sol, indifferentemente in carattere maiuscolo o minuscolo. Ciascuna lettera può essere seguita da un segno di accidente e
precisamente «+» o «#» per il diesis oppure «-» per il bemolle (*).
Sono disponibili 85 note (*), corrispondenti alla maggior parte dei tasti del pianoforte: precisamente si va dal Do di prima ottava (tre ottave sotto il Do centrale) fino al quarto Do sopra il Do centrale (quest'ultima nota non è prevista in Basic).
- Scelta dell'ottava: O n
-
La lettera O seguita da un numero compreso fra 0 e 7 (*) indica l'ottava cui appartengono le note successive. Ogni ottava inizia con C e termina con B. Il Do centrale è C dell'ottava 3 (la quarta ottava del pianoforte, dato che PLAY comincia a contare le ottave da 0). L'ottava di default è la 4.
PLAY.EXE riconosce anche l'ottava 7 (*), ma in tale ottava l'unica nota consentita è il Do (O7C).
Una nota può essere indicata in due modi: con il suo valore numerico, da 1 a 85 (*), oppure con una descrizione che comprende una lettera da A a G, un'informazione sull'ottava ed eventualmente un accidente. Ad esempio, entrambi i comandi seguenti suonano il Do diesis centrale:
play.exe O3c+
play.exe N38
L'ottava va indicata solo quando la nota successiva si trova in un'ottava diversa, cosicché le istruzioni possono essere raggruppate in sequenze più concise. Ad esempio, il prossimo comando suona una scala ascendente formata dalle cinque note da G (Sol) dell'ottava 3 fino a D (Re) dell'ottava 4 (occorre indicare l'ottava prima del Do):
play.exe O3GABO4CD
- Comando numerico per indicare una nota: N n
-
Suona la nota n, dove n indica un numero da 1 a 85 (*). La nota 1 è il Do più basso del pianoforte, la nota 85 è il Do più alto, mentre la nota 37 è il Do centrale. La nota 0 non produce suono e può essere usata per produrre una pausa (v. il comando P). Gli spazi sono ignorati, ma possono essere utilizzati per migliorare la leggibilità dei comandi.
- Comando per avanzare di un'ottava: «>» oppure «^>» oppure «)»
-
Questo comando incrementa l'ottava di una unità. Se lo si usa mentre si è nell'ottava 6, si passa all'ottava 7, dove però è ammesso solo il Do, nota 85 (*).
- Comando per retrocedere di un'ottava: «<» oppure «^<» oppure «(»
-
Il comando riduce l'ottava di una unità. Se l'ottava è 0 si rimane nell'ottava 0 perché non esiste un'ottava più bassa.
Osservazione.
Il prompt di Windows non consente l'uso dei caratteri > e <, che sono riservati per il reindirizzamento. Per tale ragione, quando si immette la stringa dal prompt, occorre anteporre a questi due caratteri il carattere «^», grazie al quale essi riprendono il loro significato letterale. Per maggior comodità, si è prevista come alternativa la possibilità di sostituire i due caratteri con le parentesi tonde.
- Durata delle note: L n
-
Il comando L seguito da un numero (L1, L2, ..., L64) determina la durata delle note successive. I valori numerici corrispondono alla durata secondo il seguente prospetto:
| 1 |
intero (quattro quarti o semibreve) |
| 2 |
mezzo (due quarti o minima) |
| 4 |
un quarto (semiminima) |
| 8 |
un ottavo (croma) |
| 16 |
un sedicesimo (semicroma) |
| 32 |
un trentaduesimo (biscroma) |
| 64 |
un sessantaquattresimo (semibiscroma) |
Anche i valori intermedi sono ammessi (ad esempio, L3). In mancanza del comando L viene assunto implicitamente il comando iniziale L4. Il massimo valore consentito è 256 (*).
- Durata di note singole
-
La durata di una nota può essere modificata, rispetto alla durata comune stabilita dal comando L, aggiungendo a destra del nome della nota un numero. Tale numero stabilisce la durata unicamente della nota cui è riferito, con lo stesso significato di durata del comando L.
- Comando per ottenere una pausa: P n
-
Viene eseguita una pausa con durata corrispondente a n, valore che si interpreta come nel prospetto relativo al comando L. Se il comando P viene usato senza valore numerico, viene assunto per n il valore del più recente comando L (*).
- Punto di valore
-
Ponendo un punto «.» a destra di una nota o di una pausa, il relativo valore viene aumentato della metà, cioè la durata della nota diventa una volta e mezzo la durata della nota priva del punto. Ad esempio, la nota C8. (croma col punto) ha la durata di un ottavo più un sedicesimo (cioè di tre semicrome). È possibile usare più punti consecutivi, ciascuno dei quali aggiunge al valore complessivo la metà del valore aggiunto dal punto precedente. Ad esempio, la durata di C2.. è pari a:
2/4 + 1/4 + 1/8 = 7/8 (sette crome)
- Assegnazione del tempo (metronomo): T n
-
Il comando T imposta il tempo, dove n indica il numero di quarti in un minuto e può variare da 16 a 9999 (*). In mancanza di questo comando, il tempo è impostato implicitamente a 120.
- Staccato, normale e Legato: MS, MN, ML
-
A seconda del modo impostato, la durata della nota viene ridotta di una certa quantità, sostituendo la durata residua con una pausa, per staccare più o meno una nota dall'altra. I modi possibili sono tre:
- MS Music Staccato:
durata = 3/4 della nota;
- MN Music Normal:
durata = 7/8 della nota (questo è il modo ordinario);
- ML Music Legato:
durata intera della nota (le note sono legate, senza alcun respiro).
4.1. Differenze rispetto al comando PLAY del Basic
-
È ammessa l'ottava 7, ma in tale ottava è consentita solo la nota 85, il Do (O7C), che è stata aggiunta allo scopo di includere il tasto più alto del pianoforte. In Basic, invece, l'ottava 7 non è prevista e la nota più alta è 84, cioè O6B.
-
Si possono applicare gli accidenti a qualunque nota, accettando comandi come E+, F-, A++, G--, non consentiti in Basic (ricordiamo che il comando PLAY del Basic ammette un unico accidente per ogni nota e inoltre la nota con l'accidente deve corrispondere a un tasto nero del pianoforte).
-
Il massimo valore di durata (comando L e durata di note singole o pause) è di 256, mentre in Basic è di 64.
-
I valori consentiti per il Tempo (metronomo) variano da 16 a 9999 (mentre in Basic variano da 32 a 255).
-
Sono stati aggiunti i comandi alternativi per cambiare ottava:
) per > e ( per <.
-
Il comando P (pausa) privo del valore di durata non è normalmente ammesso in Basic. Fa eccezione PowerBasic per MS-DOS che adotta implicitamente la durata dell'ultimo comando L.
-
In caso di errore di sintassi l'esecuzione prosegue con i comandi successivi senza interrompere l'esecuzione e senza messaggi di errore.
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5. Il file play.ini (file di inizializzazione)
Il file
play.ini contiene le informazioni che servono al programma
PLAY per ripresentare la situazione in cui si trovava quando è stato terminato durante l'ultima sessione. Si tratta di un file di testo che può essere modificato con il
Blocco Note di
Windows o con altro editor analogo. Il file
play.ini è articolato nelle sezioni
[CONFIG],
[PRESET],
[PERSONAL],
[SAVE].
- Sezione [CONFIG].
-
Contiene i valori dei parametri di funzionamento e gli ultimi dati immessi. I parametri sono memorizzati con righe del tipo seguente:
Etichetta=valore #commento
La parte di riga che inizia con il carattere # viene ignorata. La parte a sinistra di = è una chiave identificativa, mentre a destra di = è posto il corrispondente valore.
In questa sezione è anche riportata l'ultima directory in cui è stato memorizzato un suono come file Wav,
v. paragrafo 2.9.
- Sezione [PRESET].
-
Contiene i preset, melodie di esempio preimpostate. Ogni riga contiene una melodia, composta secondo le regole del comando PLAY del Basic. L'utilizzatore ha la facoltà di modificarli o di cancellarli (tutti o in parte), o anche di aggiungere altri preset. Il numero iniziale di preset è 22. Volendo ripristinare i preset originali, basta lanciare play.exe con l'opzione /DP che riscrive interamente la sezione [PRESET] riportandola allo stato iniziale.
- Sezione [PERSONAL].
-
Vanno posti in questa sezione i preset personali che l'utilizzatore desidera conservare. Tale sezione va considerata come un prolungamento della sezione [PRESET]. Il numero dei preset disponibili, mostrato nella riga di stato, è calcolato sommando quelli di entrambe le sezioni. La sezione [PERSONAL] non viene alterata dall'opzione /DP.
- Sezione [SAVE].
-
Il programma PLAY memorizza in questa sezione, una per riga, tutte le melodie inserite durante l'uso, sia in modo interattivo sia dal prompt. L'ordine di immissione è rovesciato, cioè la prima melodia è quella immessa più recentemente.
Le righe duplicate vengono eliminate automaticamente.
L'opzione /DS azzera questa sezione, eliminando definitivamente tutti i comandi in essa contenuti.
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6. Informazioni tecniche
Il programma
PLAY funziona in ambiente
Windows e non deve essere usato in ambiente
MS-DOS, pena malfunzionamenti o blocco del sistema.
Lo spazio occupato su disco dai file del programma è di circa 150 kbyte.
La directory di installazione può essere collocata in qualunque unità abilitata in scrittura (disco fisso, pen-drive, memoria flash, unità floppy, eccetera).
Il programma utilizza circa 9 Mbyte di memoria RAM.
Per disinstallare il programma
PLAY è sufficiente cancellare la cartella di installazione e il collegamento sul desktop.
PLAY è un programma di tipo
console, cioè l'inserimento dei dati e la visualizzazione avvengono in modalità testo.
Il programma PLAY è realizzato con il compilatore
PB/CC,
PowerBasic Console Compiler.
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